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AGOPUNTURA

per i muscoli del collo

 

Sito segnalato da cercasalute.it

 

l'agopuntura

una terapia antica e moderna

 

 

cos'è l'agopuntura

L'agopuntura è una terapia i cui principi e i cui metodi risalgono all'antica medicina cinese. Oggi tale strumento viene sempre più studiato, analizzato e interpretato non solo secondo i canoni tradizionali ma anche secondo le conoscenze scientifiche della medicina ufficiale. Il recente riconoscimento da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha risolto per sempre le perplessità del mondo medico ed oggi, anche in Italia, l’agopuntura viene insegnata nelle Università e praticata anche nelle strutture pubbliche ospedaliere. Dovremmo, perciò, al fine di inserire sempre di più la terapia mediante ago all'interno della medicina classica, uscire da quell'alone mitico del medioevo cinese che si basava su principi filosofici e religiosi per esaminare e approfondire le sorprendenti intuizioni dell'antica pratica secondo i metodi dell'anatomia, della fisiologia e della patologia contemporanea.

 

i meridiani 

e l'antica medicina cinese

 

Nel mondo della Cina antica, si riteneva che all'interno del corpo umano un'energia vitale scorresse lungo tredici canali (erroneamente tradotti dai missionari e viaggiatori occidentali con la parola meridiani). Tali canali erano simili a quei corsi d'acqua che dividevano le risaie o i declivi della campagna cinese. Il corpo umano venne quindi suddiviso e studiato secondo una mappa anatomica, all'interno della quale si presumeva scorresse l'energia. Alcune sue variazioni obbedivano inoltre ai ritmi stagionali, alle oscillazioni di temperatura e di umidità, alla progressione delle ore. L'organismo umano, in altre parole, riproduceva in se stesso l'intero universo regolato, secondo la cosmogonia antica da due forze in antagonismo e in equilibrio: lo yang, l'energia maschile che si richiama all'attività, alla tenacia, al calore, al giorno, alla luce, al ciclo solare, al clima secco; lo jinn, che risponde all'inattività, alla ricezione, alla femminilità, al freddo, alla notte, al ciclo lunare, all'oscurità, al clima umido.

A seconda che in un organismo prevalga uno o l'altro dei due principi energetici, si verifica una patologia che in ultima analisi può definirsi uno squilibrio di forze.

Lungo la storia della medicina cinese. si andò inoltre osservando che mediante l'applicazione di alcuni strumenti aggressivi, come gli aghi, si era in grado tanto di disperdere l'eccesso di energia, quanto di tonificare e di promuovere l'energia di cui si lamentava l'assenza.

Tutto questo era possibile a condizione che venis­se rispettato non solo il percorso dei canali (a loro volta suddivisi in canali jang e canali jinn) e obbedendo alle leggi naturali delle stagioni, dei quattro elementi, delle ore del giorno e della notte etc, quanto la collocazione degli aghi su certi punti della cute, alcuni dei quali ritenuti chiavi per l'apertura o la chiusura dell'energia in questione.

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l'interpretazione occidentale

dei risultati sperimentali

Da parte dell'osservazione scientifica, i risultati conseguiti dalla millenaria pratica degli aghi vengono spiegati attraverso le cognizioni della moderna riflessoterapia, per la quale i nervi rachidiani seguono una precisa organizzazione somato-topica (i cosidetti metameri) facilitando in tal modo la proiezione cutanea dei treni di impulsi, secondo i vari piani del sistema neuro-endocrino-immunologico.

Ma com’è possibile che stimolando con l'ago un pre­ciso punto della cute si possa giovare non solo a una zona di contrazione e di dolore dell'apparato muscolo‑scheletri­co ma anche, ad esempio, per contrastare una patologia dell'albero bronchiale o della parete dello stomaco o della funzione renale?

Si va affacciando oggi, a questo proposito, la cosidetta ipotesi embriogenetica. Poiché, si afferma, sia la cute che il sistema nervoso derivano da uno stesso foglietto embrionario, tutti i cosidetti meridiani (o percorsi, che il medico stimola) potrebbero essere determinati da uno stesso sviluppo embriogenetico. Se ad un primo stadio della formazione dell'uovo un tale punto dell'ectoderma (che in nove mesi diventerà sistema tegumentario e sistema nervoso) viene a trovarsi in rappor­to intimo con un punto dell'entoderma (dal quale deri­veranno gli organi), si può presumere che nel corso dello sviluppo gli stessi intimi rapporti persistano tra questo organo e la cute con l'intermediazione del sistema nervo­so. Di conseguenza quel punto della cute continuerà a rappresentare la proiezione nervosa dell'organo in questione.

Tuttavia, se è vero che per alcuni dei meridiani suggeriti dalla pratica esiste una corrispondenza con l’innervazione della regione anatomica, entro la quale quelle ramificazioni esercitano la loro funzione, per altri tale relazione non è per il momento constatabile.

La cute, insomma, rappresenterebbe, anche in questo caso, il filtro fra l'interno e l'esterno del nostro organismo. L’unione embriologica della cute con il sistema nervoso farebbe scaturire importanti conseguenze, quali la convergenza su uno stesso neurone d'associazione del midollo spinale (a livello del quale si verificano, com'è noto, fenomeni d'integrazione, di sommazione, d'inibizione, e di eccitazione) di numerosi stimoli d'origine superficiale e profonda. Mentre per noi la proiezione è segmentaria, per gli antichi cinesi era invece puntiforme. 

Al punto in cui siamo e dopo i recenti ufficiali riconoscimenti del mondo scientifico è auspicabile che i risultati terapeutici (il dolore cronico dell'apparato muscolo‑scheletrico, alcune patologie dell'apparato respiratorio, certe turbe di ordine neurologico etc) vadano studiati con sempre maggiore attenzione, secondo i metodi correnti d'indagine e partendo dalla semplice osservazione che è possibile stabilire l'attività elettrico‑nervosa del punto cutaneo sul quale viene inserito l 'ago.

La teoria del gate control di Melzach e Wall, che si basa sulla diversità di conduzione delle fibre nervose mediante il sistema lemniscale, è stata interpretata come una delle possibili spiegazioni dell'agopuntura.

In sostanza, oggi siamo certi che ad ogni applicazione degli aghi, modificandosi il campo elettrico tra le membrane cellulari, corrisponde una neurostimolazione che prevede una risposta. Viene, in altre parole, favorito il rilascio di alcuni neurormoni in grado di provocare una reazione, nella maggior parte dei casi scientificamente riproponibile con misurazioni dirette o indirette

Tutto ciò avviene, come spiega la neurologia, secondo una complessa catena di trasmissioni. L'ago, per restare nel nostro problema, stimolerebbe innanzitutto i neuroregolatori, alcune sostanze, cioè, atte a regolare le comunicazioni tra una cellula nervosa e l'altra, mediante i neurotrasmettitori.

  I neurotrasmettitori classici (per es. la 5HT, la Ach, il GABA etc) regolano a loro volta i  neuromodulatori (ormoni steroidei, peptidi di origine ipofisaria e cerebrale), fino a stimolare la produzione di sostanze come l'analgesina, le endorfine etc capaci di sedare il dolore, di attenuare la contrazione della muscolatura striata o liscia, di ridurre la secrezione ghiandolare di alcune mucose e, stanti i lusinghieri risultali di mitigazione dei fenomeni di ansia e di depressione, perfino di intervenire sull'attività di alcune formazioni di livello cerebrale (ma non esistono ancora precisi studi in proposito)

L’agopuntura agirebbe anche a livello del sistema nervoso involontario (simpatico e parasimpatico) che, com'è noto presiede all'attività di molti apparati: sul re­spiratorio mediante la funzionalità dilatante e costringente dell’albero bronchiale; sul digerente mediante la secrezione ghiandolare e la motilità gastrointestinale; sul vascolare attraverso l'attività contrattile della muscolatura della parete dei vasi arteriosi e venosi; sul sistema tegumentario, sul drenaggio renale etc.

La stimolazione di precise localizzazioni, a livello delle quali i principali tronchi nervosi emergono in super­ficie, permetterebbe dunque di trasmettere un segnale dalla periferia al sistema nervoso centrale, lungo le fibre spino‑talamiche per la sensibilità dolorifica, tattile o ter­mica, per quanto riguarda la terapia del dolore; lungo altre vie per ora non conosciute, per quanto concerne la terapia di altri disturbi.

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cosa possiamo curare 

con gli aghi

Le osservazioni di carattere neurologico e le statistiche dei risultali terapeutici, meritano oggi un'atten­zione diversa che nel passato; specie per quanto riguarda la neuro-stimolazione percutanea nella terapia del dolore. 

Quest'ultima è certamente la più studiata fra le applicazioni dell'agopuntura ma essa non esaurisce le sue possibilità: sarebbe, a dire degli esperti, come ridurre la chirurgia all'asportazione degli ascessi. Si osservano invece sor­prendenti risultati nei confronti delle patologie allergiche (rinite, asma, dermatosi), delle forme infiammatorie a carico di alcune mucose (sinusiti, gastriti, bronchiti). Buoni risultati si ottengono anche per alcune turbe del sistema nervoso (insonnie, cefalee, anoressie, amenorree, depres­sioni, impotenza, tabagismo) e a favore dell'apparato vascolare, come l'ipertensione arteriosa moderata.

La sfera delle forme croniche, per le quali i presidii terapeutici della medicina classica occidentale sono spesso molto aggressivi e carichi di effetti collaterali, offre un discreto campo di applicazione alternativa. A tale proposito un moderno agopuntore non può prescindere dai principi e dalle appli­cazioni della medicina omeopatica, secondo la quale non ci si può limitare al sintomo quanto di attendere all’intero organismo che viene esprimendosi attraverso il quadro complessivo delle sue patologie.

come si pratica l'agopuntura

 

L'agopuntura deve essere esercitata da un medico, offrendosi come uno dei tanti metodi e strumenti terapeutici da applicare in alternativa o a completamento di altri presidii della moderna medicina. Nel corso del trattamento, o indi­pendentemente da esso, i fenomeni patologici possono essere affrontati con supporti di terapie a carattere chimico (sia omeopatico che classico) e naturale (fitoterapia).

Il ciclo delle sedute viene ipotizzato dal medico, ma non deve protrarsi oltre un certo limite. In genere con un arco di 8‑12 sedute la patologia cronica viene efficacemente superata. L’agopuntura, il più delle volte, si rivela una terapia lenta ma con effetti benefici più duraturi che in altre; l’importante è che dopo le prime sedute, si avveri una modificazione o di attenuazione o anche di peggioramento dei sintomi (il paziente non dovrà in tal caso perdersi d’animo) ambedue segnali di una risposta in corso da parte dell’organismo. I fallimenti sono statisticamente inferiori ai suc­cessi, purché si resti nel campo riconosciuto di efficacia.

L'agopuntura è, come ogni altra terapia, soggetta a suc­cessi e fallimenti e soprattutto subisce variazioni secondo la risposta dei diversi organismi. Non è quindi la panacea per tutti i mali: come per ogni trattamento terapeutico, ne vanno rispettati i confini. Il suo enorme vantaggio risiede nell'attrezzare l'organismo a difendersi da solo e a supera­re, mediante le sue stesse risorse, la patologia in questione

 

L’AGOPUNTURA e la SCIENZA di oggi

da D di Repubblica 6 marzo 2001 di Domenico Condorelli 

Nata 5 mila anni fa, si pratica in 122 centri italiani. Secondo I'manolat.jpg (39555 byte)OMS, è efficace contro 200 patologie. eppure, per la legge, l'agopuntura non esiste.

Non è per seguire la moda New Age che 122 centri pubblici italiani curano con gli aghi. E' perché l'agopuntura guarisce da cinquemila anni. Che‑funzioni,‑e bene, è una certezza da quando, nel 1991, l'organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto il valore di questo metodo, fissandone i protocolli per almeno 200 patologie. Ma più ancora dal 1997, quando lo statunitense National Institute of Health ha pronunciato il suo prestigioso okay.

Non mancano studi che spiegano come agisce l'agopuntura. A partire da quello, tutto italiano, che dimostra l'assunto base di questa antica pratica cinese: l'esistenza dei meridiani, i canali di energia che percorrono il corpo formando una complessa rete di collegamento tra tessuti, organi, apparati, sistemi e superficie cutanea. Iniettando in un particolare punto un isotopo radioattivo, il tecnezio, è possibile seguirne il percorso esattamente lungo il meridiano. Se invece il tecnezio viene iniettato in un'area adiacente si forma una sorta di lago; la sostanza non si sposta lungo i canali energetici. L'esperimento è stato condotto alla fine degli anni Ottanta presso l'istituto di Medicina nucleare dell'Ospedale maggiore di Bologna da Carlo Maria Giovanardi, presidente della Fisa, la Federazione italiana delle società di agopuntura. Ed è proprio Giovanardi, coautore di Agopuntura, evidenze cliniche e sperimentali, aspetti legislativi e diffusione in Italia (Ed. Ambrosiana), a spiegare come questa tecnica può essere utile alla salute e come viene considerata e praticata in Italia.

«Ci sono tre categorie di malanni», esordisce: «quelli per cui la medicina occidentale è il rimedio migliore o l'unico, come lo scompenso cardiaco o l'ipertensione arteriosa, ma anche il cancro; quelli che si possono curare con entrambi i sistemi come il mal di schiena, il torcicollo o il gomito dei tennista; quelli per cui l'agopuntura è più efficace e ha meno effetti collaterali. Per esempio la cefalea, che migliora nel 70 per cento dei casi, ma anche le allergie, l'asma, le dermatiti, il colon irritabile e i disturbi dell'apparato genitale femminile (mestruazioni dolorose o irregolari). Gli aghi si usano anche nella cura dell'infertilità, soprattutto in quel 20o30 per cento di casi per cui non è possibile rintracciare una causa. Uno studio tedesco pubblicato su Gynecological Endocrinology ha confrontato due gruppi di donne infertili trattate con terapia ormonale o con agopuntura: le percentuali di successo sono risultate simili. Il motivo? La tecnica agisce sul sistema endocrino e, in particolare, stimola la produzione degli ormoni sessuali femminili, progesterone ed estradiolo. Sempre in ambito ginecologico, è appena partito uno studio nei centri Fisa di Prato, Bologna e Torino, sul confronto tra agopuntura e un noto farmaco per il trattamento dei disturbi della menopausa. I risultati si avranno tra un paio d'anni.

Anche l'asma allergico riceve benefici dalle cure con gli aghi: lo conferma uno studio scandinavo su pazienti con. rinite allergica che non avevano ottenuto vantaggi dal vaccino. A distanza di un anno, il 65 per cento dei volontari aveva risolto il problema. Buoni i risultati nella cura di vertigini e ansia, nella riabilitazione delle persone colpite da ictus e contro alcolismo e tossicodipendenza. E’ dell’estate 2000 la conferma, pubblicata sugli Annals of Internai Medicine, dell'efficacia dell'agopuntura nella dipendenza da eroina o cocaina su 82 pazienti. Alla fine del trattamento, il 53,8 per cento delle persone sottoposte al metodo era negativa al test che rileva tracce di droga nell'organismo, contro il 9,1 per cento dei gruppo non trattato.

Gli aghi infissi negli oltre mille punti sensibili non agirebbero sul flusso energetico, come sostiene la tradizione cinese, ma sul rilascio di sostanze endogene simili alla morfina, le endorfine, e di neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina, modulatori del tono dell'umore. Secondo Arthur Margolin, della Yale University School of Medicine, autore dello studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, l'agopuntura attiva la parte parasimpatica dei sistema nervoso, con un effetto calmante che riduce il desiderio di sostanze stupefacenti. Tanto che oggi sono oltre 700, negli Stati Uniti, i centri che usano questa tecnica per la disassuefazione alla droga.

A spiegare l'azione antidolorifica degli aghi, notissima a chi cura con successo problemi muscolari, traumi e cefalee, interviene la cosiddetta teoria dei cancello: la stimolazione, anche lieve, di fibre nervose impedisce agli stimoli dolorosi di raggiungere il cervello. Lo ha dimostrato Wen‑Ching Liu, docente di Radiologia alla University of Medicine and Dentistry dei New Jersey: le immagini realizzate con la Pet, la nota tecnica dì visualizzazione dei cervello, mostrano che gli aghi modificano l'attività,delle regioni dei sistema nervoso centrale che coordinano la percezioni dei dolore.  

E a chi continua a pensare che quello dell'agopuntura sia solo un effetto placebo risponde Konrad Streitberger, anestesista dell'Università di Heidelberg. Il medico ha provato a trattare 25 pazienti che soffrivano di dolori alla spalla con un ago finto, che si ritraeva al contatto con la pelle. Altri 27 pazienti con lo stesso disturbo, nel frattempo, erano sottoposti ad agopuntura: solo loro hanno registrato un miglioramento. Con buona pace della spesa farmaceutica che, grazie agli aghi, si può ridurre: lo ha evidenziato uno studio condotto presso l'ambulatorio di analgesia dell'Asl di Vígevano, premiato al Congresso mondiale delle World Federation Acupuncture Societies. Per 90 pazienti con artrosi, la scelta vincente si è dimostrata l'abbinamento dei fans (farmaci analgesici non steroidei) all'agopuntura: tutti hanno potuto ridurre nettamente il consumo di farmaci, e quindi anche gli effetti collaterali e la spesa. Conferme recenti arrivano anche dalle pagine dei prestigioso Jama, Journal of the American Mediana Association che, lo scorso dicembre, ha pubblicato uno studio in cui si dimostrano i benefici sugli effetti collaterali della chemioterapia (la nausea, per esempio). Ma non finisce qui: gli aghi agiscono sul sistema immunitario (dopo una seduta il numero di globuIi bianchi aumenta notevolmente), hanno un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale l'ettroencefalogramma evidenzia una maggior ampiezza delle onde alfa, che caratterizzano lo stato di veglia rilassato), un'azione riequilibratrice su varie funzioni organiche (motilità intestinale, pressione arteriosa, ritmo e ampiezza dei respiro). Se avessimo un farmaco nel contempo analgesico, riequilibratore, immunostimolante e sedativo rivoluzioneremmo la medicina. L'agopuntura ha dimostrato di avere tutti questi effetti, ma nonostante ciò e nonostante i diecimila agopuntori (per legge, tutti laureati in Medicina) e i tre milioni dì italiani che si fanno curare con gli aghi, la situazione è ancora nebulosa dal punto di vista legislativo. Chi pratica questo metodo non può neanche esporre una targa di riconoscimento con la dicitura "agopuntore", e c'è grande confusione tra le scuole riconosciute dalla Fisa, che durano quattro anni e sono forti di una tradizione decennale, e i corsi universitari di sei mesi allestiti in questi ultimi tempi. In discussione al Parlamento (per ora è passata alla Camera) c'è la legge Galletti, tentativo di regolamentare le medicine non convenzionali. In attesa che si faccia maggiore chiarezza, la Fisa ha completato un censimento degli ambulatori pubblici dove viene praticata l'agopuntura. Sono oltre 120 i riferimenti si troveranno presto in rete sul sito della Federazione, ancora in costruzione. Per il momento, il sito fornisce un elenco degli agopuntori con attestato approvato dalla Federazione; un'informazione che offrono anche le Asl

 

l' agopuntura per vincere nausea e vomito

Nausea e vomito: due gravi handicap specie e in gravidanza e soprattutto nel corso della chemioterapia oncologica. Alcune volte i rimedi con la farmacologia non danno esiti favorevoli. Ecco allora l'agopuntura. Sono sufficienti sei sedute. Le zone da attivare sono soprattutto sul polso e nella regione della gamba (interno del perone) e del piede.

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