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le
analisi del sangue

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nota importante
le informazioni che ti
verranno date in queste righe non solo non sostituiscono la lettura del medico
ma non vogliono provocare in te alcun allarme ingiustificato. Loro unico scopo
è di farti muovere a tuo agio all'interno delle sigle interpretando con
facilità un'analisi ematochimica di routine. I valori di
riferimento potrebbero variare da un laboratorio all'altro; l'importante
è che tu conosca il significato di un aumento o di una diminuzione.
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IL
FOGLIO delle tue ANALISI del SANGUE
In un normale
foglio di analisi troverai questa tabella. Clicca sopra ogni
sigla e andrai velocemente a verificare la normalità e il significato
dei singoli elementi
che il tuo medico ha richiesto e che il laboratorio ha restituito.
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il sangue
Il sangue o torrente
circolatorio che attraverso i vasi arteriosi e venosi raggiunge ogni tessuto del
nostro organismo può essere
separato in due componenti
corpuscolata (
globuli rossi e bianchi, le piastrine)
liquida chiamata anche
plasma
Sottraendo al plasma
alcune delle sue componenti responsabili della coagulazione sanguigna (i fattori
della coagulazione) si ottiene il siero.
a cosa serve il sangue
Le principali funzioni
del sangue sono:
-
il trasporto di
ossigeno, delle sostanze nutritive, dei farmaci, dei prodotti di rifiuto, dei
sali, dell'anidride carbonica e degli ormoni da e verso tutte le cellule
dell'organismo.
-
la difesa contro gli
agenti patogeni mediante le cellule bianche e le proteine da esse secrete
-
la termoregolazione
-
la riparazione dei
vasi danneggiati
-
le informazioni di
funzionalità degli organi (livello dei sali, della glicemia, degli ormoni,
della pressione arteriosa e venosa, della temperatura etc)
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l'emocromo
In un qualsiasi foglio
di risposta di laboratorio la prima pagina viene dedicata all'emocromo completo,
cioè all'analisi dei componenti corpuscolari del sangue che per convenzione si
dividono in:
serie rossa:
gli eritrociti ( la R red rosso delle sigle) l'emoglobina in essi
contenuta (la H hemoglobin delle sigle) e le piastrine (la P
platelet delle sigle). Questa serie ha lo scopo di
mettere in evidenza la funzionalità del trasporto di ossigeno , mediante la
composizione corretta dei globuli rossi, sia nella forma e volume sia nel
contenuto di emoglobina. La funzionalità di coagulazione viene anzitutto
analizzata attraverso il numero e la forma delle piastrine
serie bianca: i
granulociti (a loro volta distinti in neutrofili, eosinòfili, basòfili), i
monociti, i linfociti. Attraverso l'analisi di questa serie , viene mostrata la
funzionalità di difesa e comunque di reazione dell'organismo in situazioni di
emergenza.
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1. la
serie rossa
a) La conta dei globuli rossi
(RBC) o
eritrociti (GR) o emazie
Ogni adulto ne possiede circa 30.000
miliardi e sono i responsabili del trasporto di ossigeno per la respirazione
cellulare. Si formano nel midollo osseo e per la loro produzione sono necessarie
alcune sostanze come la vit.B12, l'acido folico e il ferro. La durata dei GR è
di circa 120 giorni; quindi essi vengono segregati nella milza e nell'intero
sistema reticolo endoteliale e scomposti. La loro materia prima viene in massima
parte riutilizzata per i nuovi GR.
I valori normali della quantità
assoluta circolante dei GR viene espressa con la sigla RBC
valori normali di
RBC
Uomini
4.5 - 6.1 milioni/ml
Donne
3.9 - 5.4 milioni/ml
Cosa significa una
riduzione degli eritrociti (RBC)?
La riduzione dei
RBC si
dice anemia e può verificarsi a seguito di
-
perdita attraverso
un'emorragia evidente o interna o nascosta ad es. nelle feci o nell'urina
-
incompleta o difettosa
struttura degli stessi GR (carenza di vit.B12, l'acido folico e il ferro)
-
decomposizione troppo
veloce o distruzione abnorme dei GR (forma difettosa, patologia del sistema
reticolo endoteliale)
Cosa significa un'aumento
degli eritrociti (RBC)?
L'aumento degli
eritrociti può essere dovuto a
-
un minore apporto di
ossigeno dall'esterno (lunga permanenza ad alte quota)
-
una ridotta
concentrazione interna di ossigeno (malattie polmonari o cardiache croniche)
-
una malattia del midollo
osseo per produzione eccessiva dei RBC
La
valutazione del quadro ematologico non avviene mai in base ad un solo valore di
laboratorio; presuppone invece il confronto con altri parametri, ad esempio
numero di eritrociti, emoglobina ed ematocrito.
b)
l'ematocrito (HCT)
Attraverso un processo di
centrifugazione, il sangue viene scomposto in parte corpuscolata e liquida,
descrivendo quindi la quantità
percentuale dei RBC rispetto al sangue totale. L'ematocrito costituisce quindi
un altro parametro per definire la reale quantità di globuli rossi atti a
trasportare ossigeno ai tessuti ed escludere anemie.
Valori normali
dell’ematocrito
Uomini
42-50%
Donne
36-45%
Bambini:
neonati
45-75%
1
mese
30-55%
6
mesi 34-46%
da
1 a 4 anni
33-44%
10
anni
36-43%
Cosa
significa una riduzione dell'ematocrito?
Una
riduzione dell'ematocrito significa che o la parte corpuscolata del sangue è
diminuita (parimenti dovrebbero essersi abbassati anche il numero degli
eritrociti e il valore dell'emoglobina) o che la parte liquida (ad esempio per
una iperidratazione del corpo) è aumentata.
Cosa
significa un aumento dell'ematocrito?
Un
aumento dell'ematocrito può significare o un incremento della parte del
sangue corpuscolata (poliglobulia) o una diminuzione della parte fluida
(disidratazione molto grave del corpo detta ispissatio
sanguinis).
C)
IL VALORE ASSOLUTO DELL'EMOGLOBINA (HGB)
E’ definito come il pigmento dei globuli rossi atto
a trasportare l’ossigeno ai tessuti. Quando l’HB, all’interno dei polmoni
tramite il processo di respirazione, si lega all’ossigeno si chiama
ossiemoglobina, un composto che conferisce al sangue il caratteristico colore
rosso vivo. L’emoglobina è una grossa molecola che si forma nel midollo osseo
a partire da due componenti: l’eme con atomi di ferro e una proteina a
forma di doppia catena (alfa e beta), la globina, alla cui formazione
provvedono principalmente la Vit. B12 e l’acido folico. Il sangue ricco di
ossigeno scorre nelle arterie, quello che ne è povero nelle vene. Spesso in
base al colore del sangue è possibile distinguere se un'emorragia è
arteriosa o venosa.
Valori
normali dell’HGB
Uomini 20-40 anni
13-18 g/dl
> 40 anni
14-17
g/dl
Donne 20-40 anni
12-16 g/dl
> 40 anni 12-17,5
g/dl
Bambini
Neonati
17-27 g/dl
1 mese
12-22 g/d
6 mesi
10-15 g/dI
1 anno
9,5-14,5 g/dI
4-10 anni
10-16g/dI
Cosa significa
una riduzione di emoglobina?
Normalmente il valore dell'emoglobina è direttamente
correlato al numero di eritrociti, quindi una loro carenza indica generalmente
anche una scarsità di emoglobina. Un abbassamento del valore dell'emoglobina
è perciò sintomo di un'anemia.
Cosa significa
un aumento di emoglobina?
Anche
nel caso di aumento dell'emoglobina si può prevedere un incremento dei
globuli rossi (poliglobulia), le possibili cause sono quindi le stesse
dell'aumento del numero di eritrociti.
Quando
le due catene (alfa e beta) della globina sono sproporzionate nel loro rapporto,
si parla di talassemia o anemia mediterranea. Talassemia alfa o
talassemia beta, a seconda del deficit. In tal caso si ha una distruzione
accentuata (anemia emolitica) dei globuli rossi.
d)
Gli altri parametri dei globuli per la valutazione delle anemie:
Lo
studio delle anemie è un fenomeno complesso, ma spesso negli esami di routine
appaiono dei valori che vanno conosciuti.
Quando
l’eritropoiesi, cioè la formazione dei globuli rossi nel midollo osseo è
qualitativamente normale, l’ematocrito e il numero dei globuli rossi per ml di
sangue sono strettamente correlati tra loro e subiscono variazioni consensuali.
Quando, al contrario l’eritropoiesi diviene qualitativamente alterata (come
in alcune anemie acquisite o congenite) questi rapporti possono
modificarsi. Vengono allora studiati altri parametri come il:
In
alcune situazioni anemiche, per esempio nelle anemie per difetto di ferro (anemie
sideropeniche) il numero dei globuli rossi può essere normale o addirittura
aumentato per riduzione del MCV (microcitosi) e della MCH (ipocromia).
Nel caso di accentuata distruzione dei globuli rossi ( anemie emolitiche) si
ha una diminuzione di RCB ma l’anemia è normocitica e normocromica per
la normalità di MCV e MCH.
In
altre situazioni anemiche il numero dei globuli rossi è invece diminuito più
di quanto non siano ridotti l’ematocrito e l’emoglobina. Si viene allora a
determinare un aumento del MCV e della MCH (macrocitosi). Questo
fenomeno è caratteristico delle anemie perniciose, a causa della
carenza di Vit.B12 e di acido folico (elementi essenziali alla formazione della
globina) ma anche di altre anemie per difetto di formazione della struttura del
globulo rosso.
In
altri casi può essere aumentato il MCV ma non la MCH (microcitosi e
normocromia) come nelle anemie carenziali, cioè quando
vengono a mancare sia il ferro che la
Vit.B12 e l’acido folico. Anche in quel caso si ha un grande globulo rosso
ma scarsa MCHC, cioè diminuzione della concentrazione di emoglobina nel
globulo. A seconda della caratteristica del deficit, si parlerà di
megaloblastosi e megalocitosi in deficit di vitB12 e macroblastosi e macrocitosi
nel deficit di acido folico.
Per
una migliore valutazione delle anemie, in laboratorio oggi si applicano i
cosiddetti parametri della distribuzione
RDW
l’indice di distribuzione dei volumi eritrocitari
vn. 11-16.5 %
HDW
l’indice di distribuzione della concentrazione di HB vn. 2.2-3.2 g/dl
Tutti
gli eritrociti che l’analizzatore conta, vengono in questo caso riportati in
un diagramma cartesiano, sul cui asse verticale viene indicato il volume delle
emazie mentre sull’asse orizzontale si descrive il loro contenuto di
emoglobina. Nel paziente normale la totalità delle emazie cade in un quadrante
centrale del diagramma, mentre gli eritrociti di piccolo volume (microcitosi)
e di basso contenuto di emoglobina (ipocromia) sono distribuiti in basso
e a sinistra.
e)
La sideremia. La ferritinemia.
La transferrinemia.
Per
la valutazione di un'anemia, cioè della diminuzione del trasporto di ossigeno
ai tessuti per l'energia cellulare, si valutano anche gli elementi essenziali al
formarsi dell'emoglobina e quindi del globulo rosso. La globina, com'è noto, si
unisce agli atomi di ferro formando l'eme. Il ferro di deposito e
di trasporto costituisce quindi un parametro essenziale per diagnosticare,
prevenire e curare un'anemia.
Più
della metà del ferro dell’organismo è contenuto nei globuli rossi e si rende
disponibile per la formazione dei nuovi globuli a partire dalla distruzione dei
vecchi, globuli da parte della milza e dell’intero sistema reticolo
endoteliale. Quindi è un sistema chiuso e solo una piccola percentuale dipende
dall’assorbimento intestinale. Tuttavia il ferro è distribuito anche in altre
proteine di deposito circolante (sideremia) e di trasporto (transferrinemia).
In alcune patologie o eventi emorragici, diminuiscono non solo l’ematocrito
e l’emoglobina ma anche i parametri di deposito, di trasporto e lo stesso
equilibrio di ferro nei tessuti (ferritinemia). Negli stati di anemia
emolitica (accentuata distruzione dei GR) e nell'anemia perniciosa si può avere
un certo incremento della ferritinemia. Un grande incremeneto si ha invece nel
sovraccarico di ferro (emocromatosi).
Valori
normali
Sideremia uomo 60-160
mcg/dl
donna 40-140 mcg/dl
Ferritinemia uomo 30-400
ng/ml
donna fertile 15-150 ng/ml
in menopausa 30-400 ng/ml
Transferrinemia
200-300 mg/dl
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2.la
serie bianca
I globuli bianchi (leucociti)
WBC
I globuli
bianchi (leucociti) vengono chiamati anche "sentinelle del sangue” poiché
svolgono una parte fondamentale nella difesa da agenti estranei o patogeni.
Quando l'organismo viene messo all'erta per la comparsa di "nemici"
come batteri, funghi, corpi estranei o anche per obesità e stress eccessivo, i leucociti vengono mobilitati e iniziano, se necessario, la
loro lotta contro gli "intrusi".
Valori normali dei
leucociti
(WBC)
Adulti
4000-l0000/micronl
Bambini: neonati
9400-34000/
micronl
1 mese
5000-20000/
micronl
1 anno
6000-17000/
micronl
4 anni 5000-5500/
micronl
10 anni
4500-l3000/
micronl
Cosa
significa un aumento dei leucociti?
La
causa più frequente di un aumento moderato dei globuli bianchi è
l'esposizione dell'organismo ad un'infiammazione provocata non da agenti
patogeni. Può causare inoltre un aumento dei leucociti anche ogni forma di
stress eccessivo e tutti gli stati di shock..
Un forte
incremento
(ma unito ad altri sintomi organici e, tuttavia, la valutazione è sempre del
medico) del numero dei leucociti è presente nelle malattie più gravi
del sistema sanguigno, le leucemie. Le leucemie insorgono a causa di una
proliferazione neoplastica incontrollata nel midollo osseo di globuli bianchi
maturi "completi" o immaturi "incompleti". Questi invadono
il corpo, soppiantano gli altri elementi del sangue e inibiscono in modo
irreversibile e incurabile il sistema di difesa, il sistema di coagulazione del
sangue e di trasporto dell'ossigeno. In base al tipo di leucociti moltiplicatisi
e al grado di aumento, viene fatta una distinzione tra leucemia acuta e cronica.
A seconda del tipo di leucemia si può avere un decorso della malattia
drammatico che porta al decesso in breve tempo senza possibilità di cura,
oppure un'evoluzione che per anni non presenta grandi disturbi. Il tipo di
approccio terapeutico varia a seconda delle proporzioni della malattia e va
dalla "semplice osservazione" fino all'impiego di farmaci
chemioterapici, radioterapia e trapianti dei midollo osseo.
Cosa
significa una riduzione dei leucociti?
Un
calo di leucociti si può trovare in quadri di infezione molto gravi,
sintomatici di stati di esaurimento del sistema di difesa, di danni al midollo
osseo (ad esempio a causa di medicine, radioterapia o sostanze chimiche), in molte infezioni da virus e in alcune
malattie del sistema sanguigno.
iL
QUADRO DIFFERENZIALE della
serie bianca
In molte
malattie o alterazioni del sangue, distinguere fra i diversi tipi di globuli
bianchi è una preziosa fonte di informazione per la diagnosi.. L'analista può
conseguirla mediante la separazione dei globuli bianchi oltre che
attraverso la valutazione precisa al microscopio dei globuli rossi e delle
piastrine. I globuli bianchi (leucociti) possono venire suddivisi in vari
gruppi, i più importanti dei quali sono: i granulociti, i linfociti, i monociti
1) I
granulociti si
distinguono a loro volta in:
*neutròfili
(neut)
vn.45-70%
Sono
i
primi ad intervenire nei processi infiammatori
attivando il complesso sistema di fagocitosi e con la secrezione dei fattori
umorali di difesa
Cosa
significa un aumento dei neutrofili
L’aumento
dei neutrofili può avvenire per sforzi fisici, stress, gravidanza, ciclo
mestruale, infezioni batteriche, ustioni, emorragie, disturbi metabolici come il
diabete, farmaci cortisonici, leucocemie etc
Cosa
significa una diminuzione
dei neutrofili
La
diminuzione dei neutrofili può avvenire per infezioni sia batteriche che
virali, le parassitosi o per scarsa produzione degli elementi da parte del
midollo; per aumento dell’attività di distruzione da parte della milza; per
malattie autoimmuni etc
*eosinòfili
(eos)
vn.
1-3%
Sono
le
particelle deputate al contrasto di
alcuni processi di allergia e di parassitosi
Cosa
significa un aumento degli eosinofili (eosinofilia)
Gli
eosinofili aumentano in fenomeni allergici di qualsiasi natura; in fenomeni di
parassitosi e di autoimmunità etc
Cosa
significa una diminuzione degli eosinofili (eosinopenia)
Gli
eosinofili diminuiscono in caso d’infezioni batteriche gravi.
*basòfili
(baso)
vn
0-0.5%
Sono
le
particelle deputate alla produzione delle immunoglobuline
Cosa
significa un aumento dei basòfili (basofilia)
L’
aumento dei basòfili avviene in alcune malattie autoimmuni, nella malattia di
Hodgkin per maggiore produzione delle immunoglobuline
Cosa
significa una diminuzione dei basòfili
La
diminuzione dei basofili si avvera per aumento della distruzione da parte della
milza e nelle gravi immunodeficienze.
2)
I
linfociti (linf)
vn.20-40%
Sono
le cellule circolanti deputate alla difesa specializzata contro agenti estranei
e una loro prima grande suddivisione li distingue in linfociti B (che in presenza dell’agente
estraneo o antigene si moltiplica e si trasforma in plasmacellule secernendo
le immunoglobuline o anticorpi) per la difesa immediata o umorale e linfociti T per la difesa ritardata o mediata da
cellule soprattutto mediante la fagocitosi.
Cosa significa un aumento dei
linfociti(linfocitosi)
L’
aumento dei linfociti avviene nelle infezioni batteriche e virali; nei processi
allergici; nelle leucemie linfoidi, in alcune malattie dell’apparato endocrino
come l’ipertiroidismo.
Cosa significa la presenza delle plasmacellule nel sangue (plasmocitosi)
In
condizioni normali le plasmacellule non sono presenti nel sangue; si osserva
invece nel mieloma multiplo, nella mononucleosi infettiva, nel morbillo, nella
rosolia e nella varicella.
Cosa significa una diminuzione dei linfociti (linfopenia)
Una
piccola diminuzione può essere addebitata a deficit immunitari acquisiti con
infezioni croniche. In caso di immunodeficienze dopo infezioni o dopo
chemioterapie o per malattie autoimmuni (del rene, della tiroide etc) o per
leucemie la diminuzione deve essere molto importante.
3)
I
monociti (mono)
vn.
3-7%
Sono
cellule circolanti di grandi dimensioni deputati alla difesa immunitaria mediata
da cellule soprattutto attraverso il cosiddetto processo di fagocitosi.
L’agente estraneo viene letteralmente mangiato e metabolizzato all’interno.
Cosa
significa un aumento dei monoliti (monocitosi)
L’aumento
dei monociti avviene in alcune malattie (come la tubercolosi, la malaria etc) o
altri processi patologici (malattie autoimmuni) come risposta di difesa in cui
viene chiamato in causa soprattutto il sistema immunitario mediato da cellule
(linfociti T e monociti). Nelle leucemie mieloidi e nei linfomi si ha
semplicemente la iperproduzione o neoplasia di queste cellule.
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LA VELOCITA’ DI ERITROSEDIMENTAZIONE
(VES)
La
misurazione della velocità con cui gli eritrociti si
depositano in un tubicino verticale, in un determinato tempo, viene indicata come
velocità di eritrosedimentazione. E' il procedimento più usato e conosciuto
per l'accertamento di un'infiammazione nell'organismo. Di routine viene
effettuata in quasi tutte le analisi del sangue: una piccola quantità del
sangue prelevato (1,6 mi) viene mescolata con acido citrico (per impedire la
coagulazione), successivamente il sangue viene aspirato in una pipetta lunga
200 mm. Dopo circa due ore si rileva quanti millimetri di globuli rossi si sono
depositati sul fondo dei tubicino.
Valori
normali
della VES
Uomini
4-10 mm. all'ora
Donne
10-20 mm. all'ora.
Cosa
significa un aumento della velocità di eritrosedimentazione?
Un
incremento della velocità di eritrosedimentazione indica principalmente
un'infiammazione acuta o cronica dell'organismo. Il sito o il tipo di
infiammazione non possono tuttavia essere stabiliti tramite il semplice esame della VES. Valori
elevati della velocità di eritrosedimentazione si riscontrano anche in presenza
di tumori lesioni del fegato, nefropatie, anemie e in gravidanza. Sarà il
quadro generale e altre indagini di laboratorio o strumentali a differenziare.
Cosa significa
una riduzione della velocità di eritrosedimentazione?
Una
diminuzione della VES è sempre presente quando la parte corpuscolata del.sangue
è aumentata rispetto alla parte liquida. Questo risulta in determinati disturbi
del quadro ematologico (vitalità anormale, globuli difettosi), ma anche come
effetto secondario di alcuni farmaci.
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la
coagulazione del sangue
In occasione di un intervento chirurgico, l’operatore dovrà assicurarsi non
solo che sia presente una quota sufficiente di sangue ma che funzioni
perfettamente o quasi, il sistema di coagulazione o di tamponamento. Quando un vaso
sanguigno viene comunque leso, si verifica una fuoriuscita di sangue tanto più
consistente quanto più grandi sono le dimensioni della ferita. Senza
contromisure da parte dell'organismo, il rischio di dissanguamento sarebbe
sempre presente. A salvaguardia delle perdite di sangue, l'organismo dispone
perciò di un perfetto sistema di sicurezza, il cosiddetto sistema
di coagulazione. Questo consta di tre componenti principali:
La capacità dei
vasi sanguigni di rimarginarsi dopo una ferita
Le piastrine (trombociti) che subito dopo una ferita si raggruppano lungo
i bordi del vaso formando un tampone
I fattori della coagulazione che avviano il processo definitivo di
coagulazione attraverso la produzione del coagulo impostando la riparazione del
danno.
Un
esame informativo sul sistema di coagulazione viene ordinato di routine in
caso di intervento chirurgico. I test che vengono eseguiti comprendono di
regola:
‑ la determinazione del numero delle piastrine
‑ il Tempo di Quick
‑ il tempo di tromboplastina parziale
*Le piastrine (trombociti,
platelets)
PLT
Sono
una delle componenti più importanti del sangue: con il loro aiuto infatti, le
ferite dei vasi purché non troppo estese, vengono rirnarginate normalmente
entro tre minuti. Quando un vaso subisce una lesione, le piastrine si depositano
sui bordi della ferita, formando un tampone (trombo) che dovrebbe impedire
un'ulteriore perdita di sangue. Le piastrine cedono inoltre alcune
"sostanze" che avviano appunto la coagulazione attirando altre cellule
deputate alla riparazione dei danni.
Valori normali
Adulti l50.000-400.000/ml
Cosa significa un aumento delle piastrine?
Rialzi
transitori delle piastrine si riscontrano ad esempio in seguito a gravi malattie
infettive, in seguito a perdite acute di sangue o asportazione o lesione della
milza (organo con funzione di deposito delle piastrine). Un forte rialzo dei
valori delle piastrine porta ad un elevato rischio di trombosi.
Cosa significa una riduzione delle piastrine?
Cause
della diminuzione del numero delle piastrine si possono trovare nei disturbi di
produzione nel midollo osseo, ad esempio a causa di danni da raggi o da farmaci,
ma anche per una carenza cronica di vitamina B12 e acido folico. Inoltre alcune
malattie maligne del midollo osseo (ad esempio la leucemia) possono ridurre o
ostacolare la produzione di piastrine. Un marcato abbassamento del numero di
piastrine porta al mancato funzionamento del meccanismo della coagulazione con
il rischio di emorragia.
Oggi
si usa anche valutare
il
MPV volume piastrinico medio (vn 7-11 fL)
allo
scopo di
considerare la forma dei trombociti nelle situazioni di difetto della
coagulazione.
*Il tempo di Quick (tempo di tromboplastina, tempo di protrombina) PT
vn
70-120%.
Il
tempo di Quick dà
informazioni sull'integrità di una serie ben definita di fattori fondamentali
della coagulazione. Con un campione di sangue, viene misurato il tempo di
coagulazione e confrontato con i valori normali. Il Tempo di Quick
serve anche come controllo nelle terapie con farmaci anticoagulanti, come ad
esempio in caso di trombosi o infarto del miocardio.
*Il tempo di tromboplastina parziale (PTT)
vn
33-55
secondi.
Anche la determinazione del PTT dà una visione generale del
funzionamento di un'intera serie di fattori della coagulazione. Sempre con un
campione di sangue e tramite l'aggiunta di un determinato fattore, viene
misurato il tempo di coagulazione.
Gli
esami specialistici nei difetti di coagulazione
In tutti i casi in cui i test di ricerca descritti
approssimativamente diano indicazioni sull'esistenza di disturbi del sistema
di coagulazione, è necessario prescrivere una serie di ulteriori analisi in
modo da poter spiegare esattamente se il fattore della coagulazione alterato è
responsabile o meno di un dato disturbo. Particolare significato assumono queste
indagini in caso di sospetto di malattie ereditarie del sangue (emofilia) che
rappresentano appunto difetti dei fattori di coagulazione.
I
fattori della coagulazione
All'ultima
fase della vera e propria coagulazione, prendono parte più di trenta differenti
proteine, detti fattori della
coagulazione, presenti nel plasma sanguigno, nelle piastrine e sulle pareti
dei vasi sanguigni che, in una sorta di reazione a catena, la cosiddetta cascata
di coagulazione, si attivano a vicenda. La mancanza di una di queste
componenti porta ad un forte rallentamento o perfino ad un arresto della
coagulazione, cosicché ferite minime arrivano ad assumere proporzioni
pericolose per la vita stessa. Un esame dei fattori della coagulazione è quindi
specialistico e si richiede solo se il medico debba proporre una diagnosi
importante di emofilia.
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LA
GLICEMIA
vai
alla pagina metabolismo
dei
carboidrati
La
determinazione della glicemia si ottiene o con prelievo di sangue venoso, ad
esempio tramite prelievo del sangue dalla piega del braccio, o più
semplicemente e velocemente tramite prelievo da polpastrello del dito o lobo
auricolare. Con quest'ultima tecnica di prelievo viene analizzato sangue
ossigenato (capillare) il cui contenuto di zuccheri può essere determinato
entro pochi secondi grazie ad un semplice apparecchio elettronico di
misurazione della glicemia, idoneo anche per l'autocontrollo del diabete
mellito.
A digiuno 60-110
mg./dl
A stomaco
pieno >140 mg/100ml
Cosa
significa un aumento di glicemia?
In
linea di massima valori alti della glicemia indicano la presenza di un
iperglicemia o di un franco diabete mellito, per cui occorre prestare
attenzione anche ad un singolo rialzo della glicemia in quanto possibile
segnale della presenza di un diabete. Particolarmente importante è
conoscere quale intervallo di tempo intercorre tra l'ultima ingestione di cibo
e la determinazione della glicemia.
Dopo
un'alimentazione estremamente ricca di carboidrati è possibile, analizzando i
valori della glicemia, trovarli aumentati fino a 220 mg/dl, senza che per
questo sia presente un diabete.
Quali conseguenze comporta un aumento del valore della
glicemia?
La
prima conclusione che deve essere tratta dalla determinazione di un tasso di
glicemia aumentato, è la necessità di
un ripetuto controllo dei valori, possibilmente anche in differenti ore
del giorno, in modo da ottenere un profilo giornaliero o settimanale dei
valori della glicemia. Altrettanto importante è la ricerca di zucchero nell'urina detta glicosuria che in condizioni
normali è uguale a zero) che è possibile eseguire velocemente e con
facilità grazie a strisce reattive.
In
caso di valori solo leggermente aumentati, è possibile con l'aiuto della prova
da carico di glucosio, chiamato in medicina test
orale di tolleranza al glucosio, esaminare la funzione e la reattività
delle cellule produttrici di insulina del pancreas.
Un
ulteriore esame di laboratorio che rende possibile la valutazione dello stato
del metabolismo dello zucchero in modo da indicare se la glicemia durante le
ultime tre-quattro settimane è essenzialmente normale o più alta è l'emoglobina
glicosilata (HbAlc). Questo valore dipende dalla concentrazione del
glucosio all’interno del globulo rosso e aumenta in modo netto nei
diabetici. E’ un elemento importante per la valutazione del rischio di
complicanze vascolari.
Emoglobina glicosilata
vn.7 % dell’emoglobina normale
Naturalmente
dopo aver rilevato il valore dello zucchero, devono essere valutate tutte le
altre malattie o fattori di disturbo che potrebbero avere causato tali
variazioni di laboratorio come, ad esempio, assunzione
di determinati farmaci, malattie a carico delle ghiandole surrenali e della
tiroide, malattie del fegato e del pancreas.
A
possibile anche una riduzione della
glicemia?
La
causa certamente più frequente della comparsa di un abbassamento della
glicemia è un sovradosaggio di farmaci che vengono amministrati per l’iperglicemia
(ipoglicemizzanti). Possono causare una caduta della glicemia anche la carenza
alimentare, l’eccessivo affaticamento fisico, l’alcolismo o più raramente
le malattie del pancreas e del fegato.
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il
metabolismo lipidico
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alla pagina del metabolismo dei lipidi
Il
colesterolo totale
Il
colesterolo si trova esclusivamente nell'organismo umano e animale (non è
quindi presente nei vegetali). E’ un'importante elemento costitutivo della
membrana cellulare, e della struttura fondamentale per la produzione di alcuni
ormoni e della vitamina D. Il colesterolo è inoltre una materia prima
insostituibile per l'acido biliare.
Valori
normali
colesterolo totale 100 –
220 mg/dl
I
trigliceridi
I
trigliceridi, chiamati anche lipidi
neutri, vengono assimilati in prevalenza con l'alimentazione e solo in
minima parte vengono prodotti dall'organismo stesso. Riguardo alla
calcificazione dei vasi, essi non rivestono un'importanza pari a quella del
colesterolo, tuttavia spesso tassi alti di trigliceridi si associano ad altre malattie
del ricambio (come diabete, obesità, gotta, ipertensione arteriosa) e
nelle donne, dopo la menopausa, comportano un elevato rischio
di infarto del miocardio.
Poiché
i trigliceridi costituiscono la parte principale dei normali grassi alimentari
e vengono prodotti anche nell'organismo mediante un'alimentazione ricca di
carboidrati, è possibile regolarne rapidamente il tasso attraverso
un'adeguata alimentazione.
Valori
normali
trigliceridi 50 – 175 mg/dl
Le
lipoproteine
I
grassi non sono solubili né in acqua né nel sangue. Possono tuttavia essere
trasportati senza problemi nelle diverse parti del corpo. A questo
proposito, l'organismo usa un espediente: appena i grassi giungono nel
flusso sanguigno, essi vengono quasi "presi in spalla" da
determinate proteine e trasportati alla loro destinazione.
Queste
combinazioni di lipidi e proteine vengono
denominate lipoproteine e si possono ulteriormente suddividere in
differenti categorie. In relazione al loro contenuto di colesterolo e
trigliceridi, secondo la densità delle loro molecole e secondo la loro
grandezza, le lipoproteine vengono divise in 4 classi fondamentali:
-
Chilomicroni
-
Lipoproteine di tipo VLDL
-
Lipoproteine di tipo LDL
-
Lipoproteine di tipo HDL
Nella
comune diagnostica di laboratorio, rivestono particolare importanza
soprattutto due classi di lipoproteine in quanto la loro percentuale nei
grassi del sangue è di notevole significato nella genesi dell'arterioselerosi.
Oggi giorno il valore del colesterolo viene
perciò diviso, quasi di routine, nelle sue componenti
HDL e LDL, allo scopo di valutare i fattori di rischio che vengono
descritti.
Le
lipoproteine ad alta densità HDL vengono considerate lipoproteine
"buone", esse sembrano proteggere le arterie
dall'arteriosclerosi. Più alto è il loro valore, maggiore sarà la
protezione dal rischio:
Maschi
azione protettiva elevata >>55
azione
protettiva scarsa >>35-55
Femmine
azione protettiva elevata >>65
azione
protettiva scarsa >>45-65
Le
lipoproteine ad bassa densità LDL, al contrario, vengono
classificate come lipoproteine
"cattive" perché favoriscono l’adesione dei grassi sulla
parete delle arterie, aumentando così la probabilità della formazione di
arteriosclerosi:
Maschi
rischio medio 150-190
Femmine
rischio elevato >>190
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il metabolismo
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URICEMIA
e METABOLISMO
PURINICO
Ogni
singola proteina è costituita da un insieme di aminoacidi, la cui specie e
composizione è stabilita con esattezza nel patrimonio genetico. Il codice
di queste informazioni si trova in ogni cellula sotto forma di acido nucleico,
precisamente di acido desossiribonucleico
(DNA) e di acido ribonucleico (RNA).
In
modo analogo al metabolismo proteico in cui è presente un ricambio basale
continuo delle proteine, l'organismo compone e scompone anche acidi nucleici
stabili. Elementi che non possono più
essere impiegati in questo modo, ma devono ulteriormente essere
scomposti ed eliminati. Le basi puriniche del DNA e dell'RNA vengono
trasformate in acido urico, una
sostanza che nei soggetti sani viene escreta per via renale.
Un
adulto elimina da 400 a 800 mg al giorno di acido urico tramite l'urina (2/3
della quantità) e l'evacuazione (1/3 della quantità). Questo acido urico
deriva per la maggior parte dal metabolismo purinico proprio dell'organismo e
in minor parte da alimenti ricchi di purine (in primo luogo da carne animale).
Valori
normali
Uomini
3,5-7,0 mg/dl
Donne
2,5-5,7 mg/di
Cosa
significa un aumento di uricemia?
La
causa più frequente di un aumento dell'acido urico (iperuricemia) è un
disturbo ereditario del metabolismo che aumenta la concentrazione di acido
urico nel sangue e nei tessuti. Questo fa insorgere il rischio che l'acido
urico cristallizzi sotto forma di sali (urati), si depositi soprattutto nelle
articolazioni e nei reni e porti al quadro clinico della gotta. Nelle persone
colpite questo disturbo si può presentare sotto forma di attacchi gottosi,
che consistono in improvvise, violente e dolorose infiammazioni delle singole
articolazioni (la più frequentemente colpita è l'articolazione dell'alluce).
La gotta è pressoché incurabile, e porta dopo lungo tempo non solo ad una
disfunzione delle articolazioni, ma anche al deposito nei reni di cristalli di
acido urico, con calcoli renali e ripetute lesioni ai reni stessi. I soggetti
nei quali viene riscontrata un'iperuricemia, devono innanzi tutto tentare di
eliminare tutti i fattori di rischio che favoriscano un aumento dell'acido
urico come l'eccesso di peso , l'pertensione arteriosa , l'ipercolesterolernía
, il diabete.
Cosa
significa una riduzione dell'acido urico?
Valori
ridotti di acido urico si possono trovare relativamente spesso come effetti
secondari innocui di farmaci specifici. Più raramente il calo trova la sua
causa in gravi malattie del fegato o in intossicazioni da metalli pesanti.
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LA
FUNZIONALITA' RENALE
vai
alla pagina dell'apparato urinario
Il sistema
urinario (reni, uretere, vescica, uretra) adempie con la produzione e
l'eliminazione di urina al compito vitale dell'eliminazione dei prodotti del
metabolismo, le cosiddette sostanze
tossiche, il
cui accumulo, in caso contrario, condurrebbe ad un'intossicazione
dell'organismo. Gli organi centrali del sistema urinario sono i reni, che si
trovano situati bilateralmente nelle immediate vicinanze della colonna
vertebrale, sotto al diaframma. Essi filtrano il sangue a loro condotto attraverso
le arterie renali e l'urina prodotta, passando attraverso l'uretere, arriva
alla vescica. Quest’ultima funge da bacino di raccolta e provvede
all'eliminazione delle urine.
Tramite
analisi del sangue e dell'urina è possibile accertare malattie e
disfunzioni renali spesso ad uno stadio iniziale, soprattutto quando non si
sia ancora manifestato alcun sintomo di malattia. I più importanti valori di
laboratorio, che si riferiscono alla funzionalità renale, sono i valori
sierici di creatinina e urea o
azotemia.
CREATININEMIA
La
creatinina è il prodotto terminale del metabolismo muscolare, e deriva da un
enzima chiamato la creatinfosfochinasi che viene ceduta al sangue ed eliminata
tramite i reni. Quando i reni riducono la loro funzione di filtro, cresce nel
torrente sanguigno il valore della creatinina: Quest’ultima viene quindi
presa a riferimento della corretta o alterata funzionalità renale
Valori
normali
Uomini
0,7-1,4 mg/dl
Donne
0,6-1,2 mg/dl.
Cosa significa un aumento dei valori della creatinina?
Un
aumento dei valori della creatinina può essere causato da:
•
insufficienza renale acuta o cronica
•
lesioni muscolari (ad esempio contusioni).
Cosa significa una
riduzione dei valori della creatinina?
Valori
ridotti non hanno normalmente alcun significato patologico, si possono
rilevare in caso di:
•
scarsa massa muscolare
•
gravidanza
Con
l'aiuto di ulteriori analisi di laboratorio (cioè non eseguite di routine) (
la clearance della creatinina) è possibile
diagnosticare più rapidamente eventuali disturbi della funzionalità renale.
AZOTEMIA
Nell'organismo
le proteine vengono
continuamente composte ma anche scomposte. Gli aminoacidi prodotti dalla
scomposizione vengono quindi impiegati per la costruzione di nuove proteine
oppure eliminati. All'interno del fegato l'ammoniaca viene trasformata in urea
non tossica ed escreta con l'urina.
In laboratorio i valori della presenza nel sangue dei prodotti di
scomposizione delle proteine vengono misurati o come urea o come azotemia,
cioè azoto ureico.
Valori normali dell'urea 10.0 -
50.0 mg/dl
Valori
normali di azotemia 5.0 - 23.0 mg/dl
Cosa
significa un aumento dell'urea o dell'azotemia?
La
causa più importante è un disturbo della funzionalità del rene. Altra causa
è un accresciuto apporto di proteine (alimentazione troppo ricca di carne)o
di aminoacidi integratori oppure una forte perdita di proteine nelle malattie
con distruzione di tessuti.
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FUNZIONALITA’
DEL FEGATO
E DELLE VIE BILIARI
vai
alla pagina del digerente
Organo
d'importanza fondamentale per il corpo, il fegato possiede anche una
straordinaria capacità di rigenerazione e una capacità di riserva che gli
consente, anche in caso di perdita di 2/3 della sua massa, di riuscire ancora
a svolgere tutte le sue mansioni. Condizioni dannose per il fegato sono in primo
luogo gli "avvelenamenti cronici" (ad esempio un eccessivo consumo
di alcolici o un abuso di farmaci) e le infiammazioni epatiche (epatiti), più
raramente tumori primitivi e metastasi provenienti da altri organi. La
conseguenza di molte malattie epatiche è innanzi tutto un aumento
delle dimensioni del fegato, il quale
subisce nel corso degli anni ulteriori continue lesioni fino ad arrivare alla cirrosi
epatica (distruzione della maggior parte delle cellule epatiche che sono
sostituite da noduli di "tessuto cicatriziale"). E possibile rilevare
una disfunzione del fegato, con una serie di esami del sangue, già molto tempo
prima che insorga. qualche disturbo fisico. Principalmente si ricorre alla
valutazione degli enzimi epatici, che possono usare informazioni anche
quantitative di un danno epatico. Ecco i più importanti enzimi
epatici che possono essere determinati di routine.
GOT
(TRANSAMINASI-GLUTAMMICO
OSSALACETICA o ALT
GPT
(TRANSAMINASI-GLUTAMMICO
PIRUVICA) o AST
Entrambi
gli enzimi GOT e GPT, spesso indicati insieme semplicemente come transaminasi,
svolgono una importante funzione nella decomposizione delle parti fondamentali
delle proteine (aminoacidi) dell'organismo. Si trovano non solo nel fegato, ma
ad esempio anche nella muscolatura (cuore e muscolatura scheletrica), nel
cervello e nei reni. Un aumento dei valori necessita perciò sempre di una più
precisa indagine ed eventualmente della realizzazione di ulteriori
analisi
come i
markers dell'epatite B
Valori normali
GOT
GPT
Uomini sotto 19 U/1
sotto 23 U/1
Donne
sotto 15 U/1
sotto 18 U/I.
Cosa
significa un aumento dei valori delle transaminasi?
Cause
più frequenti di un aumento dei valori delle transaminasi sono:
-
un semplice sovraccarico del metabolismo epatico
-
un'epatite infettiva (ad esempio, epatite virale ma la diagnosi va confermata e
sostenuta dai markers dell'epatite)
-
una cirrosi epatica
-
tumori e metastasi del fegato
-
malattie delle vie biliari, malattie di altri organi: ad esempio, infarto del
miocardio, embolia polmonare.
Una
diagnosi più precisa sul significato dell'aumento dei valori delle transaminasi
(ad esempio, un accertamento sull'entità dei danni presenti nelle cellule del
fegato) è possibile attraverso la determinazione del rapporto GOT/GPT
come pure attraverso la
determinazione di un parametro di laboratorio supplementare.
GAMMA
GT
(GammaGIutamilTransferasi
gamma GT)
Le GammaGT
sono un importante enzima del metabolismo proteico che reagisce molto
sensibilmente in una serie di malattie del fegato e delle vie biliari.
Valori
normali
Uomini
sotto 28 U/I
Donne
sotto 18 U/I.
Cosa
significa un aumento dei valori gammaGT?
Cause
principali di un aumento dei valori delle GammaGT sono:
•
abuso di alcolici
•
epatiti
•
effetti collaterali dei farmaci
•
malattie delle vie biliari e pancreatiti.
Cause
meno frequenti sono carcinoma del fegato (o metastasi secondarie del fegato),
infarto dei miocardio, nefropatie e altre (le GammaGT non sono presenti
solo nel fegato ma si possono rilevare anche in altri organi, anche se in minore
quantità). Un aumento isolato del valore delle GammaGT non indica
necessariamente la presenza
di una malattia; una diagnosi certa è possibile solo mediante
ulteriori esami
di laboratorio come i
MARKERS
dell'EPATITE B
FOSFATASI
ALCALINA (ALP)
La
fosfatasi alcalina deriva dalle ossa, dal fegato, dalle vie biliari,
dall'intestino tenue e da alcune componenti de sangue. Un aumento del valore
necessita perciò sempre di un'indagine più approfondita e di un'attenta
comparazione con altri valori di laboratorio.
Valori
normali
Bambini
fino a 15 anni
fino a 300 U/1
Ragazzi
da 15 a 18 anni
fino a 400 U/1
Adulti
sotto 170 U/I.
Cosa significa
un aumento dei valori della fosfatasi alcalina ?
E’
possibile rilevare un aumento dei valori della fosfatasi alcalina soprattutto
nelle malattie epatiche e delle vie biliari, come nelle
malattie ossee. Per poter stabilire con precisione a quale organo sia da
attribuire la causa, è possibile misurare particolari sottounità (isoenzimi)
della fosfatasi alcalina, ottenendo così un isoenzirna epatico, un isoenzima
pancreatico, un isoenzirna osseo,e dell'intestino. Dovrà essere il medico a
valutare se è necessario e utile determinare questi valori, anche prendendo in
considerazione altri esami di laboratorio.
LA BILIRUBINA
La
bile è costituita, insieme ad acqua e ad elettroliti, da bilirubina, acidi
biliari, colesterolo e altre sostanze liposolubili. La bilirubina deriva in
massima parte dalla degradazione dei globuli rossi (eritrociti), che quando
sono imperfetti o vecchi vengono "segregati" nella milza, nel midollo
osseo, nel fegato e "scomposti" nelle loro parti costitutive. La parte
dei globuli rossi, l'eme, destinata al trasporto dell'ossigeno, viene scomposta
innanzitutto nella bilirubina giallognola, che può essere trasportata al fegato
solo tramite il legame con molecole proteiche presenti nel sangue. Questa prima
forma di bilirubina viene determinata dal laboratorio come bilirubina libera
o indiretta. Essa viene separata dalle proteine a livello epatico e quindi
legata ad uno specifico acido, l'acido glicuronico. Divenuta ora maggiormente
idrosolubile e indicata come bilirubina diretta o coniugata, può essere
eliminata con la bile nell'intestino ed eventualmente anche tramite l'urina. E'
quindi possibile determinare in laboratorio le diverse frazioni della bilirubina
e individuare in quale ambito dell'organismo si trovi la causa di una eventuale
alterazione dei valori.
Valori
normali
Bilirubina totale
Adulti
fino a 1,1 mg/dl
Bambini
fino a 1,0 mg/dl
Neonati
valori massimi a 5/6 giorni di vita fino a
13,5 mg/dl
Bilirubina
diretta
Non è normalmente presente nel sangue, i
valori fino a 0,30 mg/dl possono però essere ottenuti artificiosamente
tramite i comuni metodi di
misurazione e sono ritenuti quindi come
normali.
Bilirubina
indiretta
(Si calcola mediante la sottrazione della bilirubina diretta
dalla bilirubina totale)
Adulti fino
1,1 mg/dl.
Cosa
significa un aumento dei valori della bilirubina totale?
Un
aumento dei valori della bilirubina totale dovrebbe
sempre
indurre ad ulteriori accertamenti di laboratorio
mediante
la determinazione delle frazioni diretta e indiretta.
Un
aumento dei valori della bilirubina indiretta può
essere
causato da:
• malattie che provocano un aumento
della distruzione degli eritrociti
circolanti (è il caso in cui la perdita giornaliera supera il 5% -invece del
normale 0,8% e il fegato non riesce più a metabolizzare i prodotti di degradazione).
• neonati di 2 o 3 giorni di vita con
fisiologico "ittero neonatale"
(il fegato è inizialmente ancora troppo im maturo per le sue funzioni)
• neonati che,presentano un
fattore Rh (Rhesus) incompatibile con
il sangue materno
• soggetti con disturbi metabolici
benigni di probabile origine
ereditaria (ittero familiare, ecc.)
Un
aumento dei valori della bilirubina diretta può essere
causato da:
*infiammazioni
acute del fegato (epatite A, B, C) vai
ai
MARKERS dell'EPATITE B
*cirrosi
epatica e steatosi epatica
*tumori
epatici
*disturbi
del deflusso biliare (ad esempio *occlusione biliare a causa di calcoli o tumori
*effetti
collaterali causati dall'assunzione di determinati farmaci.
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AMILASI (ALFA-AMILASI)
L'amilasi è un enzima prodotto
dal pancreas e dalla parotide. Provoca la trasformazione dell'amido in un
monosaccaride (glucosio).
valori
normali 40-250U/l
Cosa
significa un aumento dei valori dell'amilasi?
Valori
alti si possono riscontrare in presenza di:
infiammazione acuta del pancreas (pancreatite acuta)
-
infiammazione cronica del pancreas (pancreatite cronica)
-
infiammazione della parotide (parotide, ad esempio con gli
orecchioni)
-
tumori
-
nefropatie (raramente).
CREATINCHINASI
(CK o CPK)
La CK è un enzima che si trova solo nei tessuti
muscolari dove svolge in modo determinante
il compito di trasformare l'energia chimica in energia meccanica, quindi in forza
fisica. La CK è presente in alte concentrazioni nella muscolatura scheletrica,
in concentrazione minore nel tessuto del muscolo cardiaco e in concentrazione
ancora più bassa nella muscolatura liscia (ad esempio, muscolatura intestinale).
Con l'aiuto della definizione di un sottogruppo della CK,
cioè CKMB, che si trova quasi esclusivamente nella muscolatura cardiaca,
è possibile stabilire se un aumento della CK è stato provocato da una lesione al cuore come in un infarto (e
non ad esempio da lesioni alla muscolatura
scheletrica o alla muscolatura
liscia). Nel pronto soccorso è spesso risolutivo per affermare la presenza di
infarto miocardico, qualora l'elettrocardiogramma fosse negativo.
valori
normali 40 -175 U/l
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LA
TIROIDE
vai
a tiroide
PRINCIPI
GENERALI
La tiroide è situata nella regione dei collo, davanti alla trachea,
immediatamente al di sotto della laringe, ed è una ghiandola ormonale di
importanza vitale per il nostro organismo. Gli ormoni tiroidei, cioè la tiroxina
(T4) e la tri-iodotironina (T3) hanno un ruolo determinante nel metabolismo
basale, cioè nella velocità con cui le cellule del corpo a riposo
producono e consumano energia. Un eccesso di tiroxina comporta quindi un
maggior consumo di energia, un deficit di tiroxina comporta una riduzione dei
metabolismo basale.
Il controllo della produzione di tiroxina avviene attraverso una serie di
meccanismi, dove ipofisi e ipotalamo fungono da centrali
superiori. Queste vengono continuamente informate su fabbisogno e quantità disponibile
di tiroxina ed intervengono in caso di un aumento o di una diminuzione della
produzione di essa. Ecco perché il valore dell'ormone ipofisario stimolante la
tioride TSH ha grande valore. La materia prima più importante per la produzione di
tiroxina è lo iodio. L'alterazione
che si riscontra più frequentemente a carico della tiroide è un suo
ingrossamento. Esso viene chiamato gozzo (struma)
e la sua comparsa dovrebbe sempre essere ritenuta un valido motivo di
controllo delle funzioni tiroidee. Di routine dovrebbero innanzi tutto essere
determinati i valori della tiroxina (T4) e della tri-iodotironina (T3).
Oggi si preferisce determinare la frazione libera dei due ormoni.
TSH, TIROXINA (FT4) E TRI-IODOTIRONINA
(FT3)
Valori
normali
(subordinati
al metodo di determinazione del laboratorio)
TSH adulti
0.2-0.4 mU/ml
FT4
Adulti
5-12 mg/dl
FT3
Adulti
80-180 mg/dl.
Anche
in presenza di un gozzo è possibile rilevare valori di ormoni tiroidei normali;
la causa di un ingrossamento della tiroide è spesso una carenza
di iodio nell'alimentazione.
Cosa
significa un aumento dei valori della tiroide?
Un
aumento dei valori della tiroide indica una iperfunzione tiroidea. A questo proposito spesso si riscontrano nei soggetti colpiti
i seguenti sintomi:
•
agitazione, nervosismo, calo di peso, diarrea
•
tremore alle mani
•
vampate di calore
•
tachicardia, disturbi del ritmo cardiaco.
Cosa
significa una riduzione dei valori della tiroide?
Una
riduzione dei valori della tiroide indica una ipofunzione
tiroidea.
A
questo proposito spesso si riscontrano nei soggetti colpiti i seguenti
sintomi:
•
aumento di peso, stipsi
•
modificazioni dei capelli, gonfiore della pelle
•
astenia, depressione. |
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I SALI MINERALI
Insieme
a un apporto adeguato di calorie acqua e vitamine, sono indispensabili per
la funzionalità degli organi anche i sali minerali, specie il sodio, il
potassio, il cloro e il calcio. Li troviamo all'interno dell'organismo in
concentrazione di grammi e vengono assimilati in tali quantità con
l'alimentazione. I sali vengono sottoposti a meccanismi di eliminazione in
grado di evitare una loro eccessiva concentrazione.
il
CALCIO contribuisce alla
formazione di ossa e denti; partecipa al processo di coagulazione, alla
conduzione del sistema nervoso, alla contrattilità muscolare e alla
difesa immunitaria. Fonti principali sono latte e latticini, frutta,
verdura, avena integrale e noci.
valori
normali 8.10 - 10.40mg/dl
il
POTASSIO
contribuisce all'equilibrio acido-base intraccellulare e alla ritenzione
idrica; alla trasmissione nervosa, all'attività muscolare e all'efficacia
della funzione di molti enzimi. Fonti principali sono la frutta come le
banane, la verdure, la frutta secca, le patate, il riso integrale, il
latte.
valori
normali 3.5 - 5.5 mEq/l
il
SODIO contribuisce
all'equilibrio idrico intracellulare, alla trasmissione nervosa, alla
contrattilità muscolare. Fonti principali sono la carne, il sale.
valori
normali 135 - 145 mEq/l
il
CLORO contribuisce all'equilibrio idrico
intracellulare. Fonti principali sono il brodo di carne, il sale.
valori
normali 100 - 112 mEq/l |
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