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Le origini
Le origini del canto e della letteratura gregoriana sono affidate ad ipotesi di studio, poiché abbiamo solo notizie incerte nelle lettere dei Padri del III e IV secolo sul canto dei salmi e degli altri testi della liturgia
Una prima ipotesi lo fa discendere dalla liturgia greco bizantina di Costantinopoli che a sua volta lo avrebbe attinto dalla Grecia classica
Una seconda ipotesi, più probabile, sostiene che il canto gregoriano sarebbe nato dal primitivo canto liturgico romano in uso presso la chiesa di Roma fino al VII secolo rielaborato nell’incontro col repertorio liturgico gallicano (in uso nelle chiese delle Gallie) introdotto ufficialmente nella riforma liturgica ad opera di Carlo Magno nel 789
LE LITURGIE E I REPERTORI
La chiesa occidentale non aveva infatti un’unità liturgica ed ogni liturgia aveva il suo canto che nel gergo degli studiosi si dice repertorio
In base alle differenti regioni possiamo classificare i principali repertori musicali latini pervenutici
Il canto detto gregoriano
L’aggettivo gregoriano riporta alla tradizione secondo la quale sarebbe stato papa Gregorio I (590-604) a pubblicare il cosiddetto liber antiphonarius con l’organizzazione del canto romano antico. Oggi gli studiosi fanno risalire a papa Gregorio una riforma dell’ordinamento liturgico incluso l’ordinamento del canto già in uso nelle chiese romane
I codici che ci hanno trasmesso il canto gregoriano
I codici più antichi non contengono segni musicali e tanto meno righe Riportano solo i testi secondo le occasioni liturgiche La melodia veniva trasmessa oralmente e conservata a memoria da parte dei maestri presso le scholae sia dei monasteri che delle grandi cattedrali e delle università
I CODICI che ci hanno trasmesso il canto gregoriano
Le raccolte dell’antica letteratura gregoriana comprendono
Gli ANTIFONARII
Gli Antifonari riportano i testi e le melodie delle sezioni che durante la Messa o la Recita delle Ore variano secondo i tempi e le feste dell’anno liturgico Sono a loro volta suddivisi in
1.gli Antifonarii Missarum o GRaduali
2.gli Antifonarii Officii
I SACRAMENTARII
I Sacramentari contengono le orazioni e i prefazi durante il Canone della Messa. I più importanti sono
Un altro gruppo comprende i Lezionari per le letture cantate nella Messa e nell’Ufficiatura gli Evangeliarii per la proclamazione solenne del Vangelo
Tra le fonti più direttamente connesse al canto gregoriano sono i cosiddetti Tonarii dell’VIII IX e X secolo in cui i canti sono elencati in base ai loro toni o modi.
Il canto gregoriano e la notazione scritta
a) la tradizione orale Prima della fine del IX e gl’inizi del X secolo non abbiamo codici musicali propriamente detti Le melodie sono state notate solo più tardi e i codici sono stati preceduti da una tradizione orale Esse erano a gruppi di formule Le formule erano dei piccoli periodi musicali che venivano ripetuti Le formule erano in pratica le cellule del discorso musicale gregoriano
Il cantore maestro
Ancora oggi gran parte del repertorio liturgico della chiesa greca si affida a un’improvvisazione regolata. Come, d’altra parte, il jazz.
b) la notazione scritta Intorno al 900 o X secolo si manifestò in tutta Europa l’esigenza di mettere per iscritto le melodie
La tradizione orale tuttavia rimase a lungo giacché i primi segni musicali permettevano sì le note su ciascuna sillaba ma non gli intervalli fra di loro.
In altre parole, non si distingueva un do da un mi, se non con l’ausilio della memoria del cantore.
I codici antichi delle notazioni si distinguono quindi in due grandi famiglie secondo la cosiddetta diastemazia o intervallo fra le note all’interno del rigo
I manoscritti con rigo sono necessari a noi che non conosciamo le melodie. Anzi sono necessari quattro righe o tetragrama per poter riconoscerle
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