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___________________________________ LA STORIA DELLA LETTERATURA RABBINICA La letteratura rabbinica si sviluppa nel primo millennio dopo Cristo, mentre nel cristianesimo avveniva la fioritura dei Padri della Chiesa. Nel 70 dC l’imperatore Tito distrugge definitivamente Gerusalemme e cancella la provincia ebraica. Nel 117 viene sedata la nuova grande rivolta di Rabbi Aquila e Bar Kokeba da parte dell’imperatore Adriano ma la cultura ebraica sia in terra d’Israele che nella diaspora resta viva mediante le cosiddette scuole rabbiniche. Con il cristianesimo religione di stato, nel 324 d.C ad opera di Costantino, inizia un periodo difficile ma sempre fecondo per la tradizione d’Israele. Anche l’occupazione islamica non spegne le risorse intellettuali e religiose ebraiche. Gerusalemme ma soprattutto Babilonia e poi la Spagna, diventano centri importanti di cultura. L’epoca delle grandi produzioni rabbiniche viene suddivisa in quattro importanti fasi
Importante notare che mentre nel cristianesimo, a partire dai grandi concili e successivamente dalla cattedra dei papi, si impose subito il cosiddetto magistero della chiesa con la proposta dei dogmi (che molte volte soffocarono le voci dei teologi delle grandi università), in Israele come nelle altre grandi religioni, tutto venne lasciato alla discussione dei Rabbini più autorevoli. ____________________________ IL SISTEMA SCOLASTICO RABBINICO La letteratura rabbinica si fonda su due pilastri:
La scuola elementare (bet sefer casa del libro) dei bambini si trovava generalmente in un ambiente della sinagoga. S’imparava a leggere il testo biblico con recitazione ad alta voce; s’imparavano a memoria lunghi brani della Torah. La tradizione orale, iniziata in casa, continua ad essere il veicolo principale della trasmissione della cultura. A 12-13 anni a chi avesse voluto proseguire gli studi, era permesso il soggiorno nella casa del rabbino o maestro di midrash (bet midrash o bet talmud). Si studiavano gli aspetti fondamentali della tradizione ebraica e gl’insegnamenti dei grandi maestri. Iniziava così un discepolato che poteva concludersi con il riconoscimento pubblico a rabbino (mediante la semikah o inserimento nell’ordine) del giovane ormai divenuto adulto. _________________________________ COS'E' L'INSEGNAMENTO RABBINICO Come per i padri della chiesa, i grandi teologi del medioevo, i documenti dei concili e dei papi in area cattolica nel mondo ebraico si avvertì il bisogno costante di commentare, spiegare, adattare alle epoche storiche la cosiddetta Torah la legge o meglio la Norma di Vita dell’israelita osservante. Una vera esegesi biblica ma anche un serie di esortazioni, omelie, interpretazioni dei comportamenti e della morale. A questo proposito occorre distinguere due forme di ermeneutica cioè d’interpretazione:
_________________________________ Il termine mishna deriva dal verbo ebraico shanah che significa ripetere cioè insegnamento conseguito mediante la ripetizione a voce alta da parte di maestri e discepoli. In ultima analisi significa studio orale ed esegesi
In pratica la Mishna rappresenta tutta la tradizione religiosa e tutta la spiritualità ebraica dei primi due secoli d.C. La mishnà è formata da sei ordini principali (sedarim). Ogni seder comprende da 7 a 12 trattati. Il contenuto della mishna è molto vario: dalle benedizioni su oggetti e persone alle regole a favore dei poveri; dalla pratica delle decime alle regole liturgiche, alla celebrazione delle diverse festività (sabato, feste annuali etc), alla morale matrimoniale, al diritto civile e penale etc. _____________________________ Il termine tosefta (da tosifta) significa aggiunta o completamento. E’ una serie di scritti che usa termini sia ebraici che greci e latini. Appartiene al III – IV secolo ed è considerata un ampliamento della Mishna. Spesso però la confonde e la contraddice. Si tratta, in definitiva, di un insegnamento mai autonomo ma sempre dipendente dalla Mishna ______________________________ Il termine Talmud deriva dal verbo lamad imparare o limmed insegnare. E’ inteso come insegnamento puro, da contrapporre alla pratica morale e religiosa. Suo compito è quello di fare esegesi del testo biblico e di raffrontarlo con l’antica mishna. In pratica si tratta dell’opera di grandi Maestri che interpretarono la stessa Mishna alla luce della Bibbia. A partire dal 1578 con l’edizione di Basilea, al posto del termine ebraico Talmud si usa il termine aramaico babilonese Gemara, ma si tratta della stessa opera letteraria. Il Talmud si divide in due grandi complessi letterari
Il Talmud palestinese è il commento all’antica mishna dei primi secoli, da parte dei maestri palestinesi dell’epoca amorea (III-IV secolo d.C). Al suo interno, tuttavia, ci sono molti insegnamenti originali e aggiunte alla vecchia mishna. Questa gemara ci è giunta molto incompleta ma il suo interesse risiede nella ricchezza di vita culturale in una terra ormai spenta dal punto di vista d’identità nazionale. Gli argomenti sono più o meno gli stessi della Mishna ma l’adattamento all’epoca e alla situazione locale è evidente. Questo Talmud utilizza molto materiale biblico: in particolare l’Esodo, Levitino, Numeri e Deuteronomio ma anche altre parti della Bibbia canonica. Vengono creati molti midrashin o racconti edificanti sulla base degli avvenimenti biblici, così da approfondirne i significati. Il Talmud babilonese è il testo più importante, detto talmud dilan cioè il nostro talmud. Questa gemara risale al tempo più antico dei genoin, intorno al VI-VII secolo d.C e si riferisce alle scuole prestigiose della terra babilonese, l’attuale Iraq. Nei confronti della vecchia mishna e del talmud palestinese, alcune regole sono trascurate come la leggi agricole e le leggi della purità del culto strettamente legate alla terra d’Israele ormai lontana e al tempio di Gerusalemme ormai distrutto. Questa gemara è una vera enciclopedia della dottrina, dei commenti biblici, della morale e degli usi ebraici come vennero tramandate nelle scuole dei più accreditati rabbini. Una vera Summa, come l’avrebbero definita i teologi cristiani del medioevo. ____________________________________ Il termine midrash deriva dal verbo darash che significa cercare o domandare. Potremmo definirlo come un genere letterario rivolto allo studio e all’approfondimento dei significati del testo biblico. Bet ha-midrash è dunque la scuola strettamente biblica. Di questo genere letterario se ne formarono sia delle raccolte a sé, radunate secondo i testi biblici che intendevano commentare che delle digressioni e dei paragrafi all’interno dei talmud e di altre opere della letteratura rabbinica. Così ci sono i midrash su Genesi, su Esodo, sulla intera Torah etc. A volte sono una letteratura omiletica ed edificante, simile ai Fioretti di san Francesco, di grande interesse storico e culturale. Il midrash è un genere che usa la creazione e l’invenzione di storie senza alcuna preoccupazione della loro veridicità cosiddetta storica. Così come di una pièce teatrale e un novella o un romanzo affermiamo che è vero e importante e reale anche se mai accaduto nella realtà della cronaca. Anche il Nuovo Testamento usa questo genere letterario in alcune sezioni: i vangeli dell’infanzia, la tentazione nel deserto, la trasfigurazione, molti miracoli, molte parti dei vangeli della risurrezione etc. |
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