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L’EQUILIBRIODELL'APPARATO DIGERENTEi lattobacilli intestinali
---------------------------- Pancia gonfia, stitichezza, diarrea. Perché?Chissà quante volte ti sei domandato il perché di quella pancia gonfia d’aria, di quella stitichezza e di quella diarrea che ti tormentano senza una precisa diagnosi. E’ il momento di conoscere l’attività della mucosa del digerente e in particolare di quella flora e di quei bacilli di cui tanto si parla e che ogni giorno vengono reclamizzati negli yogurt che trovi al supermercato. Gli ecosistemi del nostro organismoSulla
pelle, sulla vagina e nell’intestino sono presenti delle strutture chiamate ecosistemi
microbici che non solo svolgono la funzione di prima barriera contro le
infezioni, ma anche di organizzazione di
equilibrio e di benessere. La flora intestinale fisiologica è in simbiosi con l'organismo. Questa simbiosi, da cui traggono vantaggio sia l'organismo che la microflora, viene definita eubiosi. Allorché viene alterato l’equilibrio con la predominanza dei germi patogeni, si ha la cosiddetta disbiosi intestinale. I bacilli intestinali e l’equlibrio nell’apparato digerente
Una notevole quantità di microrganismi (se ne possono
identificare oltre 100 diverse specie) è concentrata a livello dell'apparato
gastro-intestinale ed è una componente integrante del corpo umano. Al
fine di svolgere le sue funzioni metaboliche, l’apparato digerente e in
particolare il tubo gastrointestinale, ha infatti bisogno che siano presenti e
in stato ottimale non solo le sue strutture anatomiche ma anche quei germi
batterici chiamati microflora intestinale, che colonizzando la mucosa
favoriscono i processi di transito, di assorbimento e di trasporto. La microflora intestinale raggiunge una quota di 10'°-10'3 microrganismi per grammo di feci (peso secco), ma l'aspetto più eclatante è che il numero totale di microrganismi presenti nell'intestino è circa uguale al numero di cellule che costituiscono il corpo umano (10'2 batteri per cm2 di intestino)
Le
diverse specie di bacilli intestinali
La
microflora intestinale si divide in:
Gli aerobi richiedono, al contrario degli anaerobi,
la presenza di ossigeno.
In
condizioni normali la microflora è
rappresentata principalmente da batteroidi, bifidobatteri, clostridi,
enterobatteri, enterococchi, lattobacilli e stafilococchi. 1 batteroidi e i
bifidobatteri sono i principali microrganismi anaerobi, mentre l'Escherichia
coli, gli enterococchi e i lattobacilli sono i principali microrganismi aerobi.
Nell'intestino oltre ai germi batterici, troviamo i
virus (anche se la loro presenza in individui sani non è stata
ancora sufficientemente documentata) i miceti (lieviti e funghi
filamentosi) e una grande varietà di protozoi. La qualità e la distribuzione di questi microbi può variare da un individuo all'altro. Nell'intestino di individui sani i batteri anaerobi sono predominanti, anche se la loro distribuzione è in relazione all'età dell'individuo, alle abitudini alimentari e igienico-sanitarie. Le condizioni per la sopravvivenza della microflora fisiologicaLa microflora ha caratteristiche differenti nei vari tratti
dell'apparato gastrointestinale: La sua entità e composizione viene
influenzata da numerosi elementi locali. I principali fattori in grado di
condizionare in termini sia quantitativi che qualitativi la popolazione
microbica sono:
La microflora nello stomacoL'ambiente dello stomaco presenta un pH acido e un'ottima presenza di ossigeno; tali caratteristiche rendono difficile la sopravvivenza e la crescita di microrganismi patogeni. La flora gastrica è infatti quantitativamente molto scarsa e in certi casi il contenuto dello stomaco è addirittura sterile. I germi presenti in ambiente gastrico sono di solito aerobi. Gli anaerobi sono di rarissimo riscontro e frequentemente sono segno della presenza di uno stato patologico. Nella piena fisiologia e salute è possibile trovare Lactobacillus acidophilus e lieviti. La
microflora nell’intestino
In termini quantitativi, la carica microbica totale aumenta
progressivamente dallo stomaco all'intestino crasso mentre, in termini
qualitativi, i germi aerobi o facoltativi diminuiscono passando dall'ambiente
gastrico a quello intestinale. Nella popolazione microbica del tratto più
distale del canale digerente, la anaerobiosi è praticamente costante.
Nell'intestino la microflora è soggetta a diversi
meccanismi di regolazione che la mantengono costantemente in equilibrio. Tali
meccanismi intervengono tra microrganismo e microrganismo, ma anche tra
microrganismo e ospite. In primo luogo la flora batterica saprofita esercita una
specie di autoregolazione nell'ambito sia della loro stessa specie sia di altre.
L’attività
di difesa da parte della microflora I germi presenti nel tubo digerente sono in grado di
produrre batteriocine, sostanze antibatteriche che agiscono nei confronti
della stessa specie di batteri che le produce. Altre sostanze di produzione
batterica sono gli antibiotici naturali, che agiscono nei confronti di specie
diverse da quella del produttore. La microflora intestinale viene aggredita
quotidianamente da microrganismi patogeni che giungono dall'ambiente esterno.
Essi normalmente non riescono a esplicare il loro potenziale patogeno, in quanto
non riescono a trovare uno spazio vitale per la loro moltiplicazione, grazie
soprattutto alla produzione di sostanze ad attività antibatterica da parte dei
microrganismi residenti.
L'intestino è il luogo di azione delle difese
immunitarie sia in forma organizzata nelle placche del Peyer, nell’ultima
parte del tenue, sia diffusa tra le cellule epiteliali e nella lamina propria.
L'attività di questo sistema di difesa viene modulata dal tipo di microflora
presente.
L’attività
trofica della microflora: la produzione di enzimi, la motilità, la
modulazione del ph o equilibrio acido-base
La cosiddetta funzione trofica della microflora intestinale
consiste nella regolazione de
I principali sintomi della disbiosi Quando
la microflora intestinale subisce un’alterazione si parla di DISBIOSI, una
specie di rottura dell'equilibrio dell'ecosistema microbico, con un'eccedenza
dei germi patogeni. Si avvera, così, una sofferenza estesa che genera quei
sintomi che ne sono l’iniziale spia:
Le principali cause della disbiosi
Le principali conseguenze della disbiosi
In particolare:Le
infezioni estese all’apparato oro-genitale
I processi putrefattivi del colon comportano, per un'aumentata attività
metabolica dei batteri colici, un'esaltazione dei processi enzimatici che
convertono gli acidi biliari primari in secondari; questi agiscono come fattori
di produzione dei tumori del colon. I batteri colici possono
coinvolgere i tessuti dell'apparato uro-genitale con prostatiti, uretriti e
vulvo-vaginiti. La
cattiva digestione
La comparsa di intolleranze e allergie intestinali
multiple è dovuta all'aumentata penetrazione e al riassorbimento di
macromolecole con insufficiente attività dei linfociti T suppressor
intraepiteliali. Una volta instaurate, le intolleranze alimentari provocano un
sovraccarico del metabolismo epatico che, a sua volta, favorisce la riproduzione
all’interno dell’intestino di germi patogeni come il Proteus e i clostridi.
La formazione, da parte del metabolismo
batterico e il successivo riassorbimento di sostanze endotossiche, come il fenolo,
la cadaverina, l’agamantina, l’indolo, l’ammoniaca, etc. (finora sono
state identificate 22 sostanze endotossiche) danneggia fegato e pancreas, con
cattiva digestione degli alimenti e riproposizione del circolo vizioso della
disbiosi. La
stanchezza cronica, il cattivo umore, il dolore addominale
Il cosiddetto circolo epato-encefalico (una specie di asse
tra fegato e sistema nervoso centrale) contribuisce alle alterazioni della sfera
neuropsichica. La conseguenza sarà il cattivo umore, la stanchezza cronica,
il dolore addominale diffuso che insorgono senza vere cause organiche. La
candidosi cronica
L'alterazione del metabolismo delle vitamine (ipovitaminosi
generalizzata) compresa la biotina, ha grande importanza nello sviluppo di una candidosi
cronica. Nel 97% degli individui la Candida albicans è presente nel tratto
intestinale in forma di spora. Errori alimentari, farmaci, disbiosi e
immunodepressione determinano la trasformazione del lievito dalla forma di spora
a quella vegetativa. Si ha quindi la formazione di metaboliti tossici
(tra cui la formaldeide) con disturbi della sfera neuropsichica, la
colonizzazione della mucosa intestinale e delle mucose degli organi vicini
(vagina, vescica e uretra). Il micete può anche passare nel circolo sanguigno. La diagnosi per la disbiosi intestinale
La terapia per la disbiosi intestinaleI fermenti o i batteri lattici
La
prima misura da adottare in un paziente con disbiosi è il cambiamento delle sue
abitudini alimentari. Ad esso vengono associate le terapie drenanti e
disintossicanti. Importante è l'assunzione dei bioterapici,
meglio conosciuti con il termine di "fermenti lattici" o
batteri lattici.
I
batteri lattici, come già detto, comprendono quella specie di habitat intestinale che
protegge e promuove il processo digestivo. I batteri lattici, sulla base di
recenti acquisizioni, si distribuiscono nei seguenti generi: lactobacillus,
lactococcus, streptococcus, leuconostococcus, pediococcus. La storia dei fermenti lattici
L'uomo
è da sempre, in stretta relazione con i batteri lattici. La documentazioni di
antiche civiltà, quali la assiro-babilonese, l'egizia, l'araba, la persiana e
l'indiana, testimoniano l'uso di latti fermentati con significato terapeutico.
La
loro popolarità giunge in occidente all'inizio del 900 quando il microbiologo
russo Metchnikoff, premio Nobel 1908, mette in relazione la longevità delle
popolazioni balcaniche con il largo consumo dei prodotti fermentati: yogurt,
koumis kefir, mazum e dahi. Ai giorni nostri è ormai dimostrato che i batteri lattici svolgono il ruolo di attivazione dell’attività digestiva e di terapia di un eventuale disbiosi. Viene quindi giustificata e promossa la produzione sia lo spazio che i batteri lattici già occupano nella ricerca clinica e nelle preparazioni alimentari.
I requisiti dei fermenti latticiOltre che attraverso l'assunzione di yogurt, i fermenti lattici possono essere, dunque, assunti mediante una vera terapia con bioterapici.
La
somministrazione di fermenti lattici vivi per un periodo protratto può
risolvere brillantemente l'intero quadro clinico legato a flatulenza, borborigmi,
meteorismo e dolori addominali, tipico di una disbiosi intestinale incombente,
con totale risoluzione della sintomatologia e regolarizzazione delle scariche
giornaliere.
I
fermenti lattici contenuti nel bioterapico devono essere numerosi (la
carica batterica iniziale deve essere non inferiore a 200 milioni per cmc), per
consentire a buona parte di essi di superare la barriera acida dello stomaco e
di poter quindi colonizzare l'intero tubo digerente.
Devono
essere assunti vivi e biochimicamente attivi e per questo la tecnica
migliore è la loro liofilizzazione. Nei preparati liofilizzati i germi
si trovano in stasi metabolica e la validità è notevolmente superiore a quella
dei germi preparati con colture in mezzo liquido o essiccato. Non è
assolutamente consigliabile l'uso di bioterapici a base di spore, dal momento
che per la caratteristica vita latente, necessitano di un periodo più lungo di
attivazione. I dati da me elaborati, sono parzialmente tratti da uno studio del Dr.Lamberto De Sanctis e della D.ssa Rosanna D’Alessandro "LA DISBIOSI INTESTINALE" a cura della OTI Omeo Tossicologici Italia srl.Carsoli (AQ). |
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