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Intolleranza
alimentare e
gruppi sanguigni
| In una pubblicazione del 1997 il Dr.Peter D'Adamo con la
collaborazione di Catherine Whitney diede alla luce uno studio decennale
sulla compatibilità degli alimenti con riferimento ai gruppi sanguigni
del sistema AB0. Nella traduzione italiana presso la Sperling e Kupfer ed.
si diede conto dei risultati e delle ipotesi comunque interessanti. Se le
conclusioni pratiche lasciano luogo alla discussione, le ricerche meritano
attenzione per il costante appoggio su basi scientifiche. |
gli
antigeni e il sistema immunitario
La
natura ha dotato il sistema immunitario di un meccanismo molto sofisticato
che gli consente di riconoscere ed eventualmente combattere un agente
estraneo. Esso si basa su sostanze chimiche chiamate antigeni,
specie di antenne che sporgono sulla superficie delle cellule, formati a
loro volta da uno stelo di supporto composto da molecole di zucchero il
fucosio e da
un’estremità che funge da ricevente-trasmittente. Tutte le forme di
vita ne sono in possesso e rappresentano anche delle vere impronte
biologiche, risalenti al genotipo cioè ai ceppi di origine. La loro
sensibilità è tale da garantire un efficiente e vigile sistema
d’allarme. Quando le nostre difese immunitarie entrano in contatto con
un antigene estraneo per esempio un germe batterico, prima di scatenare la
difesa (attraverso la produzione di anticorpi o il richiamo dei linfociti
T) si consultano con l’antigene presente sui globuli rossi. Nella storia
della medicina si evidenziarono due principali antigeni sulle membrane dei
globuli rossi del sangue: l’antigene A e l’antigene B.
Il
gruppo A possiede l’antigene A; il gruppo B possiede l’antigene B; il
gruppo AB possiede ambedue gli antigeni; il gruppo 0 (assenza di antigene)
possiede soltanto lo stelo o catena di fucosio.
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l'evoluzione
della specie umana e i gruppi sanguigni
Analizzando,
inoltre, l’evoluzione dell’uomo si è andato chiarendo in questi
ultimi anni che i nostri antenati avevano programmi biologici identici ma
che nel tempo si sono gradatamente adattati alle diverse condizioni
ambientali in cui i grandi gruppi umani trovavano la loro sistemazione..
Il
tipo 0 è il gruppo più
antico, il basilare, quello dei nostri antenati cacciatori. Le proteine
della carne gli fornivano tutta l’energia di cui aveva bisogno. Possiede
un sistema immunitario forte e reattivo.
Il
tipo A appartiene al momento
in cui si verificarono gli stanziamenti nell’agricoltura e nell’addomesticamento
degli animali. Nasce l’agricoltore. L’alimentazione con i cereali e lo
stile di vita in strutture abitative associate (uomini molto a contatto
fra loro) provocò modificazioni a carico del sistema immunitario, con un
suo potenziamento nei confronti di nuovi agenti estranei. Comparve
l’antigene A.
Il
tipo B si ebbe nei primi
stanziamenti sulle zone fredde e montagnose del Pakistan e dell’India,
per sfuggire al clima torrido delle savane. Nasce il nomade, il bellicoso,
il pastore con l’alimentazione che privilegia gli ovini e i prodotti del
latte. Compare l’antigene B, caratteristicamente più raro
nell’occidente europeo.
Il
tipo AB
è il più recente e il più raro ma anche il più equilibrato.
Eredita la tolleranza di entrambi i tipi A e B e si è quindi
specializzato nella produzione di anticorpi (ad esempio il tipo AB può
ricevere sangue da tutti ma può donarlo solo al tipo AB, altrimenti
distruggerebbe tutti i globuli rossi dell’estraneo). Se gli anticorpi
prodotti in grande numero gli consentono una difesa migliore contro le
infezioni, generano anche una certa difficoltà a riconoscere sostanze
estranee in possesso di antigeni A o B. |

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il
fondamento verosimile del rapporto fra alimenti
e
gruppo sanguigno
Tra
sangue e cibo si verifica una reazione chimica che fa parte del nostro
patrimonio genetico. Si è scoperto che il sistema digestivo e quello
immunitario (ad esso strettamente connesso) conservano una predilezione
per i cibi consumati dagli antenati di gruppo sanguigno simile al nostro.
E non solo a livello del tubo digerente per l’assorbimento e il
trasporto attraverso l’apparato vascolare ma anche al semplice contatto
della mucosa orale e gastro-esofagea, ricche di enzimi e di antigeni di
superficie.
Secondo
studi recenti, particolari proteine denominate
lectine, sono presenti negli alimenti, sulla mucosa del digerente
(compresi i dotti epatici e pancreatici), sui microrganismi saprofiti che
presiedono al processo digestivo e sui microrganismi patogeni. Ad esempio,
le lectine di cui sono ricchi i microrganismi hanno la struttura di
ventose che consentono loro di ancorarsi
sulle mucose. Le lectine che tappezzano i dotti epatici, attraverso
i quali la bile si riversa nel duodeno, possiedono una specie di tentacoli
atti ad afferrare e bloccare batteri e parassiti.
Le
lectine dell’apparato digerente, tuttavia, non sono per tutti della
medesima composizione chimica. Esse seguiranno le caratteristiche che le
apparentano agli antigeni A o B, presenti sulla membrana degli elementi
figurati del sangue, in particolare dei globuli rossi.
(Nel gruppo 0 sono quindi assenti sia gli antigeni che le lectine ad essi
simili). Ognuno di noi, quindi, sulla mucosa del tubo digerente sarà in
possesso di lectine secondo il gruppo sanguigno a cui appartiene.
Quando
ingeriamo un alimento contenente lectine incompatibili col nostro gruppo
sanguigno (e quindi con quelle dell’apparato digerente) esse si
sistemano in un organo (rene, fegato, stomaco, sistema nervoso centrale
etc) e iniziano ad agglutinare globuli rossi in quell’area. Il latte, ad
esempio, possiede lectine simili all’antigene B: se una persona di tipo
A ne ingerisce, il suo sistema immunitario metterà subito in moto i
meccanismi di difesa nel tentativo di eliminare l’intruso. Per fortuna
la maggior parte delle lectine presenti nei cibi non è così pericolosa,
sebbene possa causare una lunga sequela di problemi. Il 95% delle lectine
alimentari viene allontanato senza problemi dall’organismo; il restante
5% però riesce a raggiungere il sangue innescando una serie di reazioni,
fino alla distruzione dei globuli rossi. Ma le lectine possono danneggiare
le pareti dell’apparato digerente, scatenando una violenta infiammazione
delle mucose che provoca disturbi simili a quelli di un’allergia
alimentare, senza raggiungerne l’intensità. Si verifica quindi
meteorismo, diarrea, stipsi, nausea, cefalea, vomito, ritenzione della
quota liquida fino a una lenta eziologia neoplastica o cancerogena. |

IL
PROGRAMMA PER IL GRUPPO 0
Il
gruppo 0 (cioè senza alcun antigene sulla membrana dei globuli rossi)
preferisce una dieta ricca di proteine animali e un programma di attività
fisica intensa. Il suo sistema
digestivo appartiene al filo genetico più antico: l’uomo primitivo
cacciatore e predatore.
E’
in grado di tollerare bene un leggero stato di chetosi, cioè
un’alterazione del metabolismo in cui una certa quota di proteine e
grassi riesce ad essere demolita solo fino a un certo limite, oltre il
quale si formano sostanze dette corpi chetonici: Questi ultimi, se negli
altri gruppi producono disturbi alla funzionalità epatica, nel gruppo 0,
entro certi gradi, possono essere utilizzati da cervello cuore e muscoli
come energia alternativa al glucosio.
Il
soggetto 0 è quindi disponibile a una dieta ricca di carne, anche se dovrà
comunque limitarne il consumo a quelle magre per non caricarsi di grassi
saturi e alterare la parete delle arterie.
Non
tollera invece i prodotti caseari e cereali, ai quali il suo sistema
digestivo non si è ancora completamente adattato.
la
perdita di peso per il gruppo 0
Il
tipo 0 deve limitare il consumo di cereali e di legumi. Il maggior
responsabile del suo aumento di peso è il glutine
contenuto nel germe di grano e, più in generale, nei prodotti a base
di frumento. Le lectine del glutine inibiscono l’attività
dell’insulina e impediscono all’organismo di utilizzare le calorie a
scopi energetici. Anche le lectine contenute in certi
legumi, come i fagioli di Spagna e le lenticchie, hanno spiccata
affinità per il tessuto muscolare rendendolo alcalino e quindi meno
adatto ad accumulare energia. Le persone di tipo 0, infatti, se riescono
mantenere i propri muscoli in una lieve condizione di acidità mantengono
la linea perché solo in quel modo bruceranno rapidamente le calorie
introdotte col cibo. Altro elemento comune al gruppo 0 è una
tiroide pigra che non riesce a produrre la quantità di ormoni
necessaria per far funzionare i processi metabolici a pieno ritmo. Da
evitare anche le bevande gasate.
determinano
aumento di peso
glutine
di frumento e granturco perché interferiscono
con l’efficienza dell’insulina e rallentano il metabolismo
fagioli
di Spagna, fagioli bianchi, lenticchie
alterano l’utilizzazione delle calorie
cavolfiore,
cavolo bianco e rosso, cavolini di Bruxelles, senape
inibiscono la funzionalità tiroidea
favoriscono
la perdita di peso
alga
marina, pesci e frutti di mare, sale iodato
perché contengono iodio per la funzionalità tiroidea
fegato
per il contenuto di vitamina B attiva il metabolismo
carne
rossa, verza, spinaci, broccoli perché attivano
il metabolismo
Alimenti
particolari
per
il gruppo 0
La
carne
e il pollame
L’organismo
del gruppo 0 ha grande bisogno di proteine animali (ma attenzione alle
porzioni: non più di 180g a pasto). Digerisce e assimila bene la carne
perché lo stomaco produce una buona quantità di acido cloridrico e di
ormoni che presiedono alla digestione gastrica. E’ bene tuttavia
bilanciare l’apporto di proteine con sufficienti quantità di verdura e
frutta, altrimenti i succhi gastrici diverrebbero eccessivamente acidi e
quindi dannosi per la parete dello stomaco e del duodeno.
da
preferire
agnello,
manzo, vitello
indifferenti
anatra,
coniglio, pollo, quaglia, tacchino
da
evitare
maiale,
oca, salumi in genere
Il
pesce,
i crostacei
e i frutti di mare
E’
un’altra ottima fonte di proteine animali. I pesci provenienti di acque
fredde, come lo sgombro, il merluzzo e l’aringa contengono, com’è
ormai noto, dei grassi che fluidificano il sangue poiché riducono
l’aggregazione piastrinica e la formazione dei trombi. Essi sono inoltre
ricchi di iodio e quindi adatti a stimolare la tiroide pigra del gruppo 0.
da
evitare
aringhe
in salamoia, polpo, caviale, salmone affumicato
Il
latte,
i latticini
e le uova
Dev’essere
drasticamente limitato il loro consumo, perché il gruppo 0 non riesce a
sottoporli a metabolismo adeguato. Non si tratta della più nota allergia
alimentare poiché quest’ultima non è causata da problemi digestivi
bensì da una reazione dell’intero sistema immunitario che produce
anticorpi specifici contro il latte e derivati. E’ invece
un’intolleranza alimentare che coinvolge solo l’apparato digerente,
favorendo disturbi meno massivi. Si possono mangiare anche 4 o 5 uova alla
settimana ma solo piccole quantità di latticini.
indifferenti
burro,
fiocchi di latte, formaggio di capra, latte e formaggi di soia, mozzarella
da
evitare
tutti
gli altri formaggi compreso lo yogurt.
Gli
olii
e
i
grassi
da
evitare solo l’olio di arachide
e di mais
semi
e frutta secca
sono una buona fonte di
proteine.
da
evitare soltanto gli arachidi e i
pistacchi.
I
legumi
I
soggetti di tipo 0 non sono in grado di metabolizzare in maniera adeguata
alcuni tipi di legumi; tutto ciò comporta la riduzione dell’acidità e
della funzionalità del loro tessuto muscolare.
da
preferire
fagiolini
con l’occhio
indifferenti
ceci,
fagioli cannellini, fagioli rossi, fave, piselli, fagiolini
da
evitare
fagioli
bianchi e di Spagna, lenticchie
I
cereali
Il
gruppo 0 non tollera affatto i
prodotti a base di farina di frumento, poiché contengono alcune lectine
che reagiscono sia con i componenti del sangue che col sistema digestivo,
interferendo con il corretto assorbimento. Il frumento è il primo
responsabile dell’aumento di peso dei soggetti di gruppo 0. Da evitare
anche il cuscus.
Indifferenti
solo la farina di riso, il farro, il grano saraceno, il miglio soffiato,
l’orzo e il riso soffiato e brillato, il pane di soia segale e il pane
senza glutine, la farina di orzo e di segale (ma non il pane di segale).
Gli
ortaggi
Rivestono
un ruolo importante nella dieta del gruppo 0 ma non tutti.
Da
evitare alcune brassinacee come
il cavolo cappuccio, i cavolini di
Bruxelles, il cavolfiore e la senape perché possono inibire la
tiroide; alcune solanacee come la
melanzana e la patata, perché possono provocare disturbi articolari
perché le loro lectine tendono a depositarsi a livello delle
articolazioni. Il mais
tende a favorire l’obesità e il diabete interferendo con
l’attività insulinica.
La
frutta
fresca
La
varietà della frutta benefica per il gruppo 0 è molto alta. In
particolare
da
preferire le
prugne secche e fresche e i fichi
perché tendono ad abbassare l’acidità del tratto digestivo evitando al
gruppo 0, tendente all’iperacidità, la formazione di gastriti e ulcere.
Anche il melone è alcalino ma
è bene consumarlo con moderazione perché contiene funghi microscopici
poco tollerato nel gruppo 0.
da
evitare (o moderare) le
arance i mandarini e le fragole, la noce di cocco, l’avocado perché
sono molto acidi. Anche il
pompelmo è acido ma può essere consumato con moderazione perché
durante i processi digestivi si comporta come un prodotto alcalino.
Le
spezie
Scegliendo
le spezie giuste è possibile aumentale l’efficienza dei sistemi
digestivo e immunitario.
Da
preferire
il prezzemolo, il pepe di Cayenna e il curry
perché stimolano la circolazione del tratto digestivo. Le
alghe sono fonte di fucosio, atto a proteggere lo stomaco; stimolano
inoltre il metabolismo contribuendo alla perdita di peso.
Da
evitare il
pepe bianco e nero e l’aceto perché irritano la parete gastrica. |

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IL
PROGRAMMA PER IL GRUPPO A
Caratteristiche
del
tipo A
Le
persone di tipo A (in possesso, cioè, dell’antigene A sulla membrana
dei globuli rossi) ricevono maggiori effetti benefici svolgendo una dieta
vegetariana, in particolare con cibi naturali e freschi. Appartiene al
filo genetico dei primi stanziamenti agricoli e dell’addomesticamento
degli animali. Potremmo così riassumere il profilo del tipo A
è
il primo vegetariano: necessita di un’alimentazione contadina per
restare in linea e conservare energia.
ha
un apparato digerente sensibile
ha
un sistema immunitario troppo tollerante e poco vigile
di
adatta bene a condizioni ambientali e dietetiche stabili
reagisce
bene allo stress praticando attività rilassanti
Il
tipo A è predisposto ai disturbi dell’apparato cardiovascolare e
all’iperglicemia, a causa di una minore attività dell’insulina
pancreatica. Dopo aver assunto cibi inadatti (carne rossa), il suo
apparato renale svolge una minore attività emuntoria con ritenzione di
liquidi, il suo apparato digerente ha un processo digestivo più lento e
in generale si sente intorpidito e stanco. Il gruppo A, al contrario del
gruppo 0, soffre in particolare di una minore acidità nella cavità
gastrica che non permette una totale demolizione delle proteine della
carne. Anche i latticini rallentano il suo metabolismo e poiché sono
ricchi di grassi saturi, si rivelano un pericolo per la parete delle
arterie.
Il
frumento è considerato ambivalente: se ingerito in eccessiva quantità
provoca un’acidità eccessiva a livello dei muscoli determinando un
maggiore affaticamento (al contrario del gruppo 0 ove i muscoli tendono a
funzionare meglio se mantenuti in leggera condizione di acidosi)
Nel
gruppo A
determinano
l'aumento di peso
carne
perché viene digerita male e
favorisce accumulo di grassi e tossine
latte
e latticini perché rallentano il
metabolismo delle altre sostanze nutritive
fagioli
di spagna e di lima perché interferiscono con gli enzimi digestivi e rallentano il metabolismo
il
frumento in eccesso perché inibisce
l’attività dell’insulina e ostacola l’utilizzazione delle calorie
favoriscono
la perdita di peso
oli
vegetali perché rendono la
digestione più efficiente e prevengono la ritenzione di liquidi
alimenti
a base di soia perché rendono la
digestione più efficiente e vengono metabolizzati rapidamente
gli
ortaggi
perché
vengono metabolizzati rapidamente e aumentano la motilità
intestinale
l'ananas
perché aumenta l’utilizzazione delle calorie e la motilità
intestinale
Alimenti
particolari e gruppo A
la
carne
e pollame
Per
raggiungere i maggiori benefici, il tipo A dovrebbe eliminare tutti i tipi
di carne dalla dieta; tuttavia basta aumentare il consumo di pesce e
preferire la carne più magra come il pollo e il tacchino al forno o alla
griglia. Stare alla larga dagli insaccati perché contengono i nitriti,
mal tollerati dal tipo A in possesso di succhi gastrici poco acidi.
evitare
agnello
anatra coniglio cuore fegato maiale manzo oca salumi vitello
indifferenti
pollo,
tacchino
Il
pesce
i crostacei
Il
tipo A può assumere il pesce in modiche quantità tre o quattro volte la
settimana ma deve evitare alcuni pesci come la sogliola perché contiene
lectine che possono irritare il suo sistema digestivo.
da
preferire
cernia,
merluzzo, ombrina, salmone, sardine, sgombro, trota
indifferenti
luccio,
palombo, pesce spada, spigola, tonno, trota salmonata
meglio
evitare
anguilla,
aragosta, aringa, calamari, cozze, gamberi, nasello, ostriche,
persico-spigola, polpo, sogliola, vongole
Il
latte,
i
latticini e le
uova
Il
tipo A tollera piccole quantità di formaggi fermentati ma deve evitare
prodotti caseari a base di latte intero e limitare il consumo di uova
giacché il suo sistema immunitario fabbrica anticorpi diretti contro uno
dei principali costituenti del latte intero, la D-galattosamina. Questo
zucchero, insieme al fucosio, dà origine all’antigene B il principale
nemico del suo sistema immunitario. Se il tipo A soffre di asma bronchiale
o di bronchite cronica, le reazioni allergiche tendono ad aggravarsi
all’ingestione di latticini.
da
preferire
formaggio
e latte di soia
indifferenti
gelato
allo yogurt, mozzarella magra, ricotta magra, yogurt alla frutta e magro
meglio
evitare
burro,
camembert, emmental, formaggini, formaggio fresco, gelato con il latte
intero, gorgonzola, latte intero e scremato, parmigiano provolone.
Gli
olii
e grassi
Il
tipo A non necessita di un grande apporto di grassi, al contrario deve
limitarli. Al contrario, un cucchiaio d’olio di oliva al giorno
sull’insalata o sulla verdura contribuisce a una migliore funzionalità
del processo digestivo; è inoltre ricco di acidi grassi mono-insaturi che
aiutano a ridurre il colesterolo LDL e innalzano le HDL. Le lectine
contenute nell’olio di mais e di semi di arachide, invece, causano
problemi digestivi.
I
legumiIl
tipo A prospera ingerendo le proteine contenute nei legumi. Tuttavia i
fagioli bianchi di Spagna, quelli di Lima, i fagioli rossi e i ceci
contengono una lectina che può ridurre la produzione dell’insulina e
favorire l’iperglicemia.
I
cereali
Il
tipo A si adatta bene a una dieta a base di cereali ma deve preferire i
prodotti meno raffinati. Il glutine di frumento, in particolare, produce
un’eccessiva quantità di acido che potrebbe danneggiare il suo sistema
muscolare. In quel caso assumere frutta che genera un aumento di alcalinità.
da
preferire
grano
saraceno, dolci di riso, pane di soia, farina d’avena di segale di riso
indifferenti
crusca
di riso e d’avena, fiocchi di mais, farina d’avena di mais e di riso,
miglio soffiato, orzo, riso soffiato, pane di farro e di miglio, pane di
sola segale e senza glutine
da
evitare
pane
di frumento integrale, pane di segale e altri cereali, farina bianca e di
frumento integrale, pasta fresca di grano tenero, pasta di semola di grano
duro.
Gli
ortaggi
Sono
di vitale importanza per il tipo A perché forniscono minerali enzimi e
antiossidanti. Meglio però assumerli crudi o cuocerli al vapore o al
forno per ridurre più possibile la perdita di quelle sostanze.
Sono
tuttavia raccomandati i broccoli ricchi di antiossidanti; rinvigoriscono
il sistema immunitario (particolarmente vulnerabile nel gruppo A) e
prevengono le mutazioni cellulari. Consigliati anche il cavolo verde, le
carote, la verza, la zucca e gli spinaci; in modo particolare l’aglio
che nel tipo A, oltre la fluidificazione del sangue, svolge in modo più
puntuale le sue proprietà difensive e antibiotiche. Anche le cipolle
bianche contengono un potente antiossidante chiamato quercetina.
Da
evitare invece i peperoni e le olive fermentate che possono provocare
disturbi della digestione gastrica; anche i pomodori, le patate, il cavolo
rosso e bianco contengono delle lectine che nel tipo A e B posseggono un
potere agglutinante nocivo per l’apparto digerente. In sintesi:
da
preferire
aglio,
bietole, broccoli, carciofi, carote, cavolo rapa e verde, cicoria, cipolle
rosse gialle e spagnole, lattuga romana, porro, prezzemolo, rafano, rape,
scarola, spinaci, tarassaco, verza, zucca.
indifferenti
asparagi,
avocado, barbabietole, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, cerfoglio,
cetrioli, cime di rapanello, cipolle verdi, crescione d’acqua, cumino,
coriandolo, finocchi, indivia, altre lattughe, mais, olive verdi,
radicchio, rapanelli, rucola, scalogno, sedano, zucchini.
da
evitare
cavolo
bianco cinese e rosso, funghi coltivati, melanzane, olive greche, nere e
spagnole, patate bianche, dolci e rosse, peperoncino, peperoni gialli,
rossi e verdi, pomodori.
la
frutta
fresca
Il
tipo A deve mangiare frutta almeno tre volte al giorno (a meno che non
abbia problemi di calorie per sovrappeso). E’ tuttavia importante che
scelga la frutta più alcalina
come i frutti di bosco e le prugne per equilibrare l’azione dei cereali
che tendono a rendere i muscoli più acidi. Anche i meloni mielati sono
alcalini ma poiché contengono un’elevata quantità di funghi
microscopici (le muffe) potrebbero dare problemi digestivi. I frutti
tropicali, come il mango e le papaia, contengono un enzima digestivo che
non è benefico per il tipo A come lo è per gli altri gruppi. L’ananas
è invece un ottimo digestivo.
Assolutamente
da evitare sono le arance che irritano lo stomaco del tipo A, povero di
succhi acidi, e interferiscono con l’assorbimento dei minerali
indispensabili. Il pompelmo invece, pur essendo acido, esplica un’azione
benefica perché al termine della digestione tende a divenire alcalino.
Anche i limoni, controllando la produzione di muco gastrico, svolge nel
tipo A un potere benefico. Per aumentare l’assunzione di vitamina C,
potente antiossidante e antitumorale, si può far uso anche di Kiwi.
La
lectina contenuta nella banana non è ben tollerata dal tipo A. Per
assumere potassio, fare uso di albicocche, fichi e altre varietà di
melone.
da
preferire
albicocche,
ananas, ciliegie, fichi freschi e secchi, limoni, miritlli, more,
pompelmo, prugne nere, rosse, verdi e secche, uva sultanina.
indifferenti
anguria,
avocado, cachi, datteri, fichi d’india, fragole, kiwi, lamponi,
melagrana, mele, melone d’inverno, di Spagna e gialletto, pere,
pescanoce, pesche, pone, ribes nero e rosso, uva.
da
evitare
arance,
banane, mandarini, mango, melone mielato, noci di cocco, papaia,
rabarbaro.
I
semi
e la
frutta secca
Semi
di zucca, di girasole, mandorle e noci
sono alimenti preziosi per il tipo A perché correggono il deficit di
proteine dovuto all’eliminazione della carne. Tuttavia essi contengono
molte calorie e richiedono un grande lavoro del sistema epatico. Sono
quindi da evitare in una dieta
atta a perdere peso e in coloro che hanno problemi ipercolesterolemia e
insufficienza epatica.
Le
bevande
Un
bicchiere di vino rosso è un ottimo aiuto per il cuore. Anche il caffè e
il tè verde vanno bene (meglio se alternati) perché stimolano la
produzione di acido gastrico.
da
preferire
Caffè,
tè verde, vino rosso
indifferenti
vino
bianco
da
evitare
acqua
di seltz e di soda, bibite a base di cola, birra, liquori, tè nero anche
deteinato. |

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Il
programma per il gruppo B
Il
gruppo B appartiene al filo genetico dei gruppi umani divenuti nomadi e
pastori, il cui organismo era portato ad adattarsi a sempre nuove culture.
E’ dotato di caratteristiche uniche e a volte camaleontiche con un
sistema immunitario più evoluto e vigile e quindi in grado di resistere
ai cambiamenti e alle aggressioni che colpiscono le società più
sviluppate, come i disturbi cardiovascolari e tumori.
Potremmo
così riassumere il profilo del tipo B:
ha
un apparato digerente efficiente
ha
un sistema immunitario vigile
si
adatta bene ai cambiamenti dietetici
preferisce
il latte e i prodotti caseari
reagisce
allo stress equilibrando l’attività mentale e fisica
La
dieta del gruppo B è quindi molto bilanciata, comprendendo il meglio del
regno animale e vegetale.
la
perdita di peso
Per
evitare l’aumento di peso il gruppo B deve astenersi dal granoturco, dal
grano saraceno etc che interferiscono con l’attività insulinica
ostacolando il metabolismo e provocando ipoglicemia. Come il gruppo 0, non
tollera la lectina del frumento. La tiroide invece funziona bene e i
prodotti caseari sono ben tollerati.
favoriscono
l’aumento di peso
granoturco,
lenticchie, grano saraceno, frumento
perché riducono l’attività insulinica
arachidi
perché riducono l’attività insulinica e la funzionalità
epatica
favoriscono
la perdita di peso
ortaggi
verdi, carne, fegato, uova e latticini
perché attivano il metabolismo
Alimenti
particolari e gruppo B
La
carne
e il
pollame
Sembra
che la carne bovina rossa sia alla base delle malattie autoimmunitarie e
dell’astenia che colpisce il gruppo B. I suoi antenati si adattavano
meglio alla carne di pastorizia. Anche la carne di animali più domestici
è poco indicata.
da
preferire
agnello,
coniglio, montone
indifferenti
fagiano,
tacchino, vitello
da
evitare
manzo,
anatra, maiale, oca, pollo, quaglie, salumi in genere
Il
eesce, i
crostacei e i
frutti di mare
Il
pesce è un ottimo alimento per il gruppo B, specie di acque fredde e
profonde (merluzzo, salmone etc) ricchi com’è noto di oli polinsaturi
atti a proteggere le arterie e ad abbassare il livelli di colesterolo nel
sangue. Granchi, aragosta e frutti di mare sono invece sconsigliati perché
contengono lectine dannose per il gruppo B. Fanno parte dei cibi vietati,
ad esempio, nella Bibbia che rispecchia l’antica cultura nomade; i
divieti antichi riflettono quasi sempre motivi d’igiene alimentare.
da
evitare
acciughe,
anguilla, aragosta, cozze, gamberi, granchi, lumache, ostriche, polpo,
rane, spigola, salmone affumicato, vongole.
Gli
olii
e i
grassi
Sono
da evitare l’olio di
rachide, di girasole, di sesamo e di mais perché contengono lectine
dannose al gruppo B.
I
legumi
Da
evitare i ceci, i fagioli con
l’occhio e le lenticchie perché contengono lectine che interferiscono
con l’attività insulinica del gruppo B.
I
cereali e i
prodotti da forno
Sono
ben tollerati, ad eccezione del frumento
che contiene una lectina che si attacca ai recettori dell’insulina
presenti sulle cellule adipose.
Da
evitare anche pane di cerali
misti, di frumento integrale e di soia.
Indifferente
il pane di segale, di farro e di altri cereali.
Gli
ortaggi
Il
gruppo B può usare una grande quantità di ortaggi
eccetto i pomodori che
contengono una lectina mal tollerata dalla parete gastrica; il
mais, le cui lectine interferiscono con l’efficienza dell’insulina
e quindi alterano il metabolismo dei carboidrati e le olive che contengono
dei funghi microscopici potenzialmente responsabili per i gruppo B di
reazioni allergiche. Da limitare
anche i carciofi, i ravanelli, la
zucca.
Poiché
il gruppo B tende ad essere più vulnerabile per le infezioni virali e le
malattie autoimmunitarie, è necessario che privilegi
molto le verdure a foglia verde, ricche di magnesio, un minerale che aiuta
l’organismo a combattere l’affaticamento e quindi a salvaguardare le
difese immunitarie.
La
frutta
fresca
Da
evitare solo l’avocado, i
cachi, i fichi d’india, la noce di cocco.
La
frutta secca
Alcune
specie come i semi di arachide, i pistacchi e i pinoli sono da
evitare perché contengono lectine dannose al gruppo B. |

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Il
programma per il gruppo AB
Il
gruppo AB è relativamente giovane, raro e anche biologicamente
complesso. Ha fatto la sua comparsa meno di mille anni fa ed è
posseduto solo dal 2-5 per cento della popolazione . La presenza di due
antigeni, infatti, gli conferisce caratteristiche simili per certi
aspetti a quelle del gruppo A, per altri a quelle del gruppo B e per
altri ancora a una fusione di entrambi. Questa molteplicità può
assumere una valenza positiva e negativa secondo le circostanze. In
linea di massima, la maggior parte dei cibi dannosi per il gruppo A o B
sono dannosi anche per il gruppo AB con qualche eccezione.
la
perdita di peso
La
contemporanea presenza dei due antigeni A e B crea alcuni problemi. La
predisposizione genetica a consumare la carne (caratteristica del gruppo
B), resta insoddisfatta nel gruppo AB poiché le cellule del suo stomaco
secernono, come nel gruppo A, scarse quantità di acido cloridrico e di
ormoni ad esso collegati: una condizione che rende difficile la
digestione della carne. Per una diminuzione di peso, il gruppo AB deve
quindi ridurre drasticamente il consumo di carne. Anche il consumo dei
fagioli di Spagna e di Lima, del granoturco, del grano saraceno o dei
semi di sesamo devono essere evitati, come nel gruppo B, poiché limitano
l’efficienza dell’attività insulinica a favore del metabolismo dei
carboidrati. Sebbene il gruppo AB tolleri bene i cibi a base di
frumento, deve tuttavia limitarne il consumo perché renderebbe il suo
tessuto muscolare troppo acido, mentre il metabolismo del gruppo AB è
più efficiente in condizioni alcaline.
favoriscono
l’aumento di peso
carne
rossa, fagioli di Spagna, granoturco, grano saraceno perché
i loro grassi vengono scarsamente metabolizzati alterando la
flora del tratto intestinale
fagioli
e di Lima perché limitano
l’efficienza dell’attività insulinica per il metabolismo dei
carboidrati
frumento
perché limitano l’efficienza dell’attività insulinica e
l’alcalinità muscolare
favoriscono
la diminuzione di peso
pesce
attiva il metabolismo
latte
e formaggi perché
migliorano la produzione d’insulina
ortaggi
a foglia verde perché
attivano il metabolismo
ananas
perché
stimola la motilità intestinale
Alimenti
particolari e gruppo AB
Carne
e pollame
La
bassa acidità gastrica non
permette di digerirla bene, se non assumendone ridotte quantità e
in modo poco frequente. Da
preferire, comunque, la carne di agnello di coniglio e di tacchino.
Il
pesce e i crostacei
Sono
un’ottima fonte di proteine per il gruppo AB. Da
evitare solo le acciughe, l’anguilla, i gamberi, le ostriche, il
polpo, la spigola, il salmone affumicato, le vongole.
Il
latte, i latticini e le uova
In
questo caso, la componente B assume un ruolo dominante nei confronti
della A. Via libera perciò allo yogurt e ai formaggi magri. La
componente A, tuttavia, tende a produrre un eccesso di muco responsabile
dei disturbi respiratori, di sinusiti e otiti. In presenza di questi
problemi e nell’ipercolesterolemia, ridurre il consumo dei prodotti
caseari stagionati, del burro e delle uova.
Olii
e grassi
Il
gruppo AB deve privilegiare l’olio di oliva per la presenza di grassi
monoinsaturi, l’olio di mais, ricco di grassi polinsaturi, solo a
crudo; l’olio di arachidi, ricco di grassi saturi che favoriscono il
tasso di colesterolo nel sangue, solo nella frittura
La
frutta secca
Da
limitarne il consumo perché
contiene lectine in grado di ridurre nel gruppo AB l’attività
dell’insulina e quindi il metabolismo dei carboidrati
I
legumi
Sono
da evitare solo i fagioli di
Spagna e di Lima, i ceci, i fagiolini con l’occhio e le fave.
I
cereali
Il
gruppo AB tollera bene i cereali. Unico a creare qualche problema è
il frumento perché potrebbe favorire l’eccesso di muco, specie in
soggetti con problemi del tratto respiratorio, dei seni nasali e
dell’orecchio. E’ bene, tuttavia, che il gruppo AB limiti il consumo
di pasta a una o due volte la settimana.
Gli
ortaggi
Gli
ortaggi freschi sono, per il gruppo AB, addirittura essenziali perché
riducono il rischio cardiovascolare a cui è sottoposto. E’ bene
assumerli anche più volte al giorno. Anche i pomodori, mal tollerati in
A o in B, non creano problemi. Qualche problema dai carciofi, il mais, i
peperoni, le olive nere, i rapanelli.
La
frutta fresca
Il
tipo AB deve privilegiare i
frutti più alcalini come l’uva, le prugne e i frutti di bosco. Da
evitare le arance perché
irritanti lo stomaco e quindi in grado di interferire con
l’assorbimento di alcuni minerali indispensabili. Il pompelmo e il
limone, invece, nel momento della digestione sviluppano un certo grado
alcalinità e quindi possono essere assunti senza problemi. La banana
produce problemi di assorbimento nel gruppo AB; al suo posto, per una
buona fonte di potassio, sono da consumare le albicocche, i fichi e il
melone.
I
succhi e le bevande
Il
gruppo AB dovrebbe iniziare la giornata bevendo un bicchiere di acqua
insaporita col succo di mezzo limone, atto ad eliminare l’eccesso di
muco. Altre bevande da preferire sono il succo di carote, di ciliege, di
mirtilli, di uva, di papaia.
Le
spezie
Il
gruppo AB deve limitare l’assunzione di sale di sodio e l’aceto;
evitare il pepe, l’aglio, il curry, il prezzemolo.
Le
conserve e le salse
Da
evitare tutti i cibi in salamoia e sottaceto nonché il ketchup che
contiene aceto.
Gl’infusi
e le bevande
Il
gruppo AB deve stimolare il suo sistema immunitario troppo pigro anche
con infusi di alfa alfa, di bardana, di biancospino, di camomilla, di
echinacea, di rosa canina. Ottimo il vino rosso per la sua attività
sulle arterie in grado di ridurre il rischio cardiovascolare; anche una
o due tazzine di caffè perché aumenta l’acidità e quindi la
digestione gastrica e contiene i medesimi enzimi presenti nella soia.
Per ottenere il massimo dei vantaggi, è consigliabile alternare
regolarmente caffè e tè verde.
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