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la mesoterapia
Come si pratica la
mesoterapia

Con un ago di Lebel di soli 4mm applicato a una
semplice siringa monouso (ove si mescolano i prodotti omeopatici) e introdotto
nella regione interessata con un’inclinazione di 45°. Sia l’aggiunta di
qualche cc di antidolorifico, sia lo spray preventivo, sia il gel
successivamente massaggiato impediscono o diminuiscono il dolore e la formazione
di ematomi.
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Cos’è
la mesoterapia
E’
un metodo terapeutico che consiste
nell’iniettare all'interno del derma (derivato da quella zona dell'embrione
chiamata mesoderma, da cui il nome) modeste quantità di farmaci, sia
classici che fitoterapici od omeopatici. La mesoterapia trova impiego nelle
affezioni di tipo regionale (iniezione sulla regione interessata) poiché le
caratteristiche del trattamento amplificano gli effetti dei farmaci in quel
determinato distretto della cute, annullando o limitando i cosiddetti effetti
collaterali ai danni dell’intero organismo. Le patologie che si avvalgono di
questo metodo sono la reumatologia e tutta la patologia del dolore articolare e
muscolare; l’angiologia, la dermatologia (cisti, psoriasi localizzata,
cheloidi, alopecia areata e seborroica, cellulite),
l’ORL, l’odontostomatologia, la neuropatia posterpetica.
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la
cute
La
cute è costituita da tre principali strati, ognuno dei quali con funzioni
particolari.
l’epidermide
è il più esterno, a sua volta divisa in cinque strati. E’ la barriera
meccanica di protezione ma anche una zona di attivo metabolismo
neurochimico.
il
derma ricco di piccoli vasi
ematici e linfatici; ha il compito di regolare il trofismo cutaneo e lo
scambio metabolico con l’esterno. La presenza di numerose fibre nervose,
sensoriali, simpatiche e parasimpatiche, lo rende particolarmente attivo
agli stimoli interni ed esterni. In particolare la ricchezza di cellule
del sistema reticolo endoteliale (macrofagi, linfociti, plasmacellule,
mastociti) spiega la spiccata reattività immunologica contro le
aggressioni di agenti patogeni. E' la sede principale del trattamento
mesoterapico.
l'
ipoderma è costituito da
connettivo d’impalcatura attraverso il quale scorrono vene e arteriole e
più grosse fibre nervose. Vi si trovano speciali corpuscoli sensitivi e
ghiandole sudoripare e sebacee. Cellule molto rappresentate sono le
adipose con funzioni di deposito in lobuli (separati da travate
connettivali) ma anche con attività di controllo dei vasi. |
Cos’è.
Come si forma
La
prima causa della cellulite è una circolazione faticosa e quindi un rallentato
deflusso di sangue dai tessuti adiposi superficiali. Sottoposti a uno sforzo
maggiore, i capillari diventano
permeabili lasciando fuoruscire la parte liquida o plasmatica del sangue che va
a depositarsi tra una cellula e l’altra. All'origine di tutto, l'attività
degli ormoni che appartengono all’asse ipotalamo-ipofisario-ovarico. Queste
sostanze che modellano la struttura del corpo femminile fin dalla pubertà anche
con l’accentuazione della curvatura del bacino, provocano una più complessa
risalita della quota venosa e linfatica dagli arti inferiori ai distretti
superiori. In tal modo, sia per la forza di gravità che per il blocco
dell'apertura dei vasi, viene rallentato lo smaltimento dei prodotti catabolici
(sorta di elementi di rifiuto) che invece si depositano nel tessuto adiposo.
D'altra parte, quest'ultimo costituisce sì una riserva energetica ma non un
inerte magazzino, poiché risulta dotato di una vera attività di regolazione
del flusso microvascolare. In caso di richiesta da parte dell'organismo, dovrà
infatti essere pronto a rilasciare energia (poi trasformata in glucosio)
all'interno del torrente sanguigno. In particolare, alcune sue sottilissime
fibre muscolari, come osservato da Curri e coll. nel 1982, agiscono da
dispositivi di apertura o di chiusura del lume dei vasi. Se il meccanismo viene
bloccato, si produce uno stiramento delle pareti e, dall'interno all'esterno dei
vasi , un fenomeno di trasudazione della quota liquida del sangue, con una
diminuzione di ossigenazione della regione. Il ristagno dei liquidi, aumenta con
il tempo perché i capillari divengono sempre più permeabili e perché nel
frattempo i cataboliti di deposito producono un’infiammazione cellulare (da cui il
suffisso ite) che provoca da parte di alcune cellule del sistema di
difesa una secrezione di sostanze fibrose. A quel punto la regione interessata
si trasforma in una zona dura e nodulare che tende a ingrandirsi, a provocare
rigonfiamenti e buchi (la pelle a buccia d’arancia) e a schiacciare ancora di
più i capillari. L’irrorazione da parte del sangue con la conseguente
ossigenazione dei tessuti si fa sempre più difficile, fino a provocare il
cosiddetto dolore cellulitico. Da notare, infine, che la cellulite non è
soltanto un antiestetismo ma una vera patologia che compromettendo la
funzionalità circolatoria nel distretto venoso degli arti, può a volte (per es.in
condizioni di iperglicemia) complicarsi con fenomeni di flebite e di
tromboflebite.
Le forme cliniche
della cellulite
Nella
pratica clinica si possono osservare tre stadi evolutivi di cellulite:
la
cellulite compatta che tende
l’epidermide; non si modifica in posizione eretta o supina; provoca un piccolo
dolore. E’ frequente nelle donne giovani anche se magre, in buono stato fisico
e con muscoli tonici. Sede preferenziale sono i glutei, la faccia posteriore e
laterale delle cosce, la faccia interna del ginocchio; a volte il deltoide del
braccio.
la
cellulite molle che varia di forma e di
sede secondo la posizione del soggetto: se seduto o in piedi o disteso. Quasi
mai dolorosa, è frequente nelle donne oltre i 40 anni, in genere obese, con
muscolarità atonica. Può essere l’evoluzione della forma precedente. Le sedi
più frequenti sono la faccia anteriore e interna delle cosce e delle braccia.
Spesso presenti le smagliature (alterazione o lacerazione delle fibre elastiche
della cute).
la cellulite edematosa ove sono
presenti segni di vera insufficienza venosa e/o linfatica, con edema dei
tessuti. Sono presenti varici, diffuse ectasie e fragilità dei capillari,
sintomi di stasi venosa e gonfiori; a volte vere flebiti. E’ in genere molto
dolorosa e presente soprattutto ai polpacci e alle caviglie.
La
mesoterapia per la cellulite
Il
farmaco omeopatico, attraverso l’infissione dell’ago di Lebel (4mm)
interviene sulla zona interessata con un triplice meccanismo:
a)
antiinfiammatorio. Il farmaco introdotto compete con l'attività
delle cellule bianche, limitando o bloccando la secrezione delle sostanze
granulose e fibrotiche.
b)
vascolare. Agendo sulle cellule adipose e, loro mediante, sulla
parete esterna delle arteriole ne ripristina l'apertura e consente di
riordinare il deflusso dei metaboliti di rifiuto verso il grande circolo
venoso per una loro definitiva eliminazione renale
c)
lipolitico. Un modesto effetto di limitazione dei depositi del
grasso.
La mesoterapia è quindi una pratica, minimamente invasiva, che mira a
ripristinare la fisiologia della regione cutanea interessata. |
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Nella
mesoterapia, la stimolazione meccanica prodotta dall’infissione di aghi
(azione in comune con l’agopuntura) e la contemporanea distensione del
derma, dovuta all’iniezione di microdosi di farmaco, sono in grado di
attivare diversi recettori cutanei.
Si
avvìano così, a causa della ricchezza di terminazioni nervose presenti
nella cute, alcune importanti risposte riflesse. La struttura responsabile
è posta nel gruppo di interneuroni che fanno parte della cosiddetta sostanza
gelatinosa di Rolando (un'importante sede del Sistema Nervoso centrale
a livello del midollo spinale). Secondo la teoria del Gate Control
di Melzak e Wall (controllo a cancello) esisterebbero due tipi di
fibre, a piccolo e a grande diametro, atte a trasmettere i segnali ai
grandi centri nervosi. Quando prevalgono gli impulsi condotti dalle fibre
a piccolo diametro (deputate alla sensibilità del dolore) si apre il
cancello ai segnali del dolore; quando invece prevalgono gli impulsi
condotti dalle fibre ad ampio diametro (deputate alla sensibilità tattile
e propriocettiva), il cancello si chiude e si impedisce o si riduce la
trasmissione del dolore ai centri superiori.
Il farmaco introdotto
è responsabile della reazione più spiccatamente chimica della sedazione
del dolore. La via di somministrazione intradermica, oltre ad una maggiore
permanenza in sede del prodotto iniettato, offre il vantaggio di evitare
il filtro epatico che causerebbe sia una parziale inattivazione del
farmaco che eventuali suoi effetti collaterali. L’introduzione della
sostanza nel derma, ricco di cellule deputate alla difesa immunitaria,
garantisce inoltre una risposta che può essere aspecifica con
l’attivazione di macrofagi e del cosiddetto complemento o specifica con
la produzione di anticorpi o T linfociti. |
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