agopuntura
omeopatia
fitoterapia
diete per dimagrire
diete nelle patologie
mesoterapia
fiori di Bach
tree mind
oligoelementi
tipi costituzionali

le tisane della nonna

i rimedi di stagione

vertigini?cefalea?dolori sull'occhio?

se le prove vestibolari e RMN o TAC sono negative

AGOPUNTURA

per i muscoli del collo

 

Sito segnalato da cercasalute.it

 

la mesoterapia

Come si pratica la mesoterapia

 

Con un ago di Lebel di soli 4mm applicato a una semplice siringa monouso (ove si mescolano i prodotti omeopatici) e introdotto nella regione interessata con un’inclinazione di 45°. Sia l’aggiunta di qualche cc di antidolorifico, sia lo spray preventivo, sia il gel successivamente massaggiato impediscono o diminuiscono il dolore e la formazione di ematomi.

 

Cos’è la mesoterapia 

E’ un  metodo terapeutico che consiste nell’iniettare all'interno del derma (derivato da quella zona dell'embrione chiamata mesoderma, da cui il nome) modeste quantità di farmaci, sia classici che fitoterapici od omeopatici. La mesoterapia trova impiego nelle affezioni di tipo regionale (iniezione sulla regione interessata) poiché le caratteristiche del trattamento amplificano gli effetti dei farmaci in quel determinato distretto della cute, annullando o limitando i cosiddetti effetti collaterali ai danni dell’intero organismo. Le patologie che si avvalgono di questo metodo sono la reumatologia e tutta la patologia del dolore articolare e muscolare; l’angiologia, la dermatologia (cisti, psoriasi localizzata, cheloidi, alopecia areata e seborroica,  cellulite), l’ORL, l’odontostomatologia, la neuropatia posterpetica.

 

la cute 

La cute è costituita da tre principali strati, ognuno dei quali con funzioni particolari.

l’epidermide è il più esterno, a sua volta divisa in cinque strati. E’ la barriera meccanica di protezione ma anche una zona di attivo metabolismo neurochimico.

il derma ricco di piccoli vasi ematici e linfatici; ha il compito di regolare il trofismo cutaneo e lo scambio metabolico con l’esterno. La presenza di numerose fibre nervose, sensoriali, simpatiche e parasimpatiche, lo rende particolarmente attivo agli stimoli interni ed esterni. In particolare la ricchezza di cellule del sistema reticolo endoteliale (macrofagi, linfociti, plasmacellule, mastociti) spiega la spiccata reattività immunologica contro le aggressioni di agenti patogeni. E' la sede principale del trattamento mesoterapico.

l' ipoderma è costituito da connettivo d’impalcatura attraverso il quale scorrono vene e arteriole e più grosse fibre nervose. Vi si trovano speciali corpuscoli sensitivi e ghiandole sudoripare e sebacee. Cellule molto rappresentate sono le adipose con funzioni di deposito in lobuli (separati da travate connettivali) ma anche con attività di controllo dei vasi.

 

la cellulite

Cos’è. Come si forma

La prima causa della cellulite è una circolazione faticosa e quindi un rallentato deflusso di sangue dai tessuti adiposi superficiali. Sottoposti a uno sforzo maggiore, i capillari  diventano permeabili lasciando fuoruscire la parte liquida o plasmatica del sangue che va a depositarsi tra una cellula e l’altra. All'origine di tutto, l'attività degli ormoni che appartengono all’asse ipotalamo-ipofisario-ovarico. Queste sostanze che modellano la struttura del corpo femminile fin dalla pubertà anche con l’accentuazione della curvatura del bacino, provocano una più complessa risalita della quota venosa e linfatica dagli arti inferiori ai distretti superiori. In tal modo, sia per la forza di gravità che per il blocco dell'apertura dei vasi, viene rallentato lo smaltimento dei prodotti catabolici (sorta di elementi di rifiuto) che invece si depositano nel tessuto adiposo. D'altra parte, quest'ultimo costituisce sì una riserva energetica ma non un inerte magazzino, poiché risulta dotato di una vera attività di regolazione del flusso microvascolare. In caso di richiesta da parte dell'organismo, dovrà  infatti essere pronto a rilasciare energia (poi trasformata in glucosio) all'interno del torrente sanguigno. In particolare, alcune sue sottilissime fibre muscolari, come osservato da Curri e coll. nel 1982, agiscono da dispositivi di apertura o di chiusura del lume dei vasi. Se il meccanismo viene bloccato, si produce uno stiramento delle pareti e, dall'interno all'esterno dei vasi , un fenomeno di trasudazione della quota liquida del sangue, con una diminuzione di ossigenazione della regione. Il ristagno dei liquidi, aumenta con il tempo perché i capillari divengono sempre più permeabili e perché nel frattempo i cataboliti  di deposito producono un’infiammazione cellulare (da cui il suffisso ite) che provoca da parte di alcune cellule del sistema di difesa una secrezione di sostanze fibrose. A quel punto la regione interessata si trasforma in una zona dura e nodulare che tende a ingrandirsi, a provocare rigonfiamenti e buchi (la pelle a buccia d’arancia) e a schiacciare ancora di più i capillari. L’irrorazione da parte del sangue con la conseguente ossigenazione dei tessuti si fa sempre più difficile, fino a provocare il cosiddetto dolore cellulitico. Da notare, infine, che la cellulite non è soltanto un antiestetismo ma una vera patologia che compromettendo la funzionalità circolatoria nel distretto venoso degli arti, può a volte (per es.in condizioni di iperglicemia) complicarsi con fenomeni di flebite e di tromboflebite.

 
Le forme cliniche della cellulite

Nella pratica clinica si possono osservare tre stadi evolutivi di cellulite:

la cellulite compatta che tende l’epidermide; non si modifica in posizione eretta o supina; provoca un piccolo dolore. E’ frequente nelle donne giovani anche se magre, in buono stato fisico e con muscoli tonici. Sede preferenziale sono i glutei, la faccia posteriore e laterale delle cosce, la faccia interna del ginocchio; a volte il deltoide del braccio.

la cellulite molle che varia di forma e di sede secondo la posizione del soggetto: se seduto o in piedi o disteso. Quasi mai dolorosa, è frequente nelle donne oltre i 40 anni, in genere obese, con muscolarità atonica. Può essere l’evoluzione della forma precedente. Le sedi più frequenti sono la faccia anteriore e interna delle cosce e delle braccia. Spesso presenti le smagliature (alterazione o lacerazione delle fibre elastiche della cute). 

la cellulite edematosa ove sono presenti segni di vera insufficienza venosa e/o linfatica, con edema dei tessuti. Sono presenti varici, diffuse ectasie e fragilità dei capillari, sintomi di stasi venosa e gonfiori; a volte vere flebiti. E’ in genere molto dolorosa e presente soprattutto ai polpacci e alle caviglie.

 

La mesoterapia per la cellulite

 

Il farmaco omeopatico, attraverso l’infissione dell’ago di Lebel (4mm) interviene sulla zona interessata con un triplice meccanismo:

a) antiinfiammatorio. Il farmaco introdotto compete con l'attività delle cellule bianche, limitando o bloccando la secrezione delle sostanze granulose e fibrotiche.

b) vascolare. Agendo sulle cellule adipose e, loro mediante, sulla parete esterna delle arteriole ne ripristina l'apertura e consente di riordinare il deflusso dei metaboliti di rifiuto verso il grande circolo venoso per una loro definitiva eliminazione renale 

c) lipolitico. Un modesto effetto di limitazione dei depositi del grasso.

 

  La mesoterapia è quindi una pratica, minimamente invasiva, che mira a ripristinare la fisiologia della regione cutanea interessata.

 

la mesoterapia del dolore

Nella mesoterapia, la stimolazione meccanica prodotta dall’infissione di aghi (azione in comune con l’agopuntura) e la contemporanea distensione del derma, dovuta all’iniezione di microdosi di farmaco, sono in grado di attivare diversi recettori cutanei. 

Si avvìano così, a causa della ricchezza di terminazioni nervose presenti nella cute, alcune importanti risposte riflesse. La struttura responsabile è posta nel gruppo di interneuroni che fanno parte della cosiddetta sostanza gelatinosa di Rolando (un'importante sede del Sistema Nervoso centrale a livello del midollo spinale). Secondo la teoria del Gate Control di Melzak e Wall (controllo a cancello) esisterebbero due tipi di fibre, a piccolo e a grande diametro, atte a trasmettere i segnali ai grandi centri nervosi. Quando prevalgono gli impulsi condotti dalle fibre a piccolo diametro (deputate alla sensibilità del dolore) si apre il cancello ai segnali del dolore; quando invece prevalgono gli impulsi condotti dalle fibre ad ampio diametro (deputate alla sensibilità tattile e propriocettiva), il cancello si chiude e si impedisce o si riduce la trasmissione del dolore ai centri superiori. 

Il farmaco introdotto è responsabile della reazione più spiccatamente chimica della sedazione del dolore. La via di somministrazione intradermica, oltre ad una maggiore permanenza in sede del prodotto iniettato, offre il vantaggio di evitare il filtro epatico che causerebbe sia una parziale inattivazione del farmaco che eventuali suoi effetti collaterali. L’introduzione della sostanza nel derma, ricco di cellule deputate alla difesa immunitaria, garantisce inoltre una risposta che può essere aspecifica con l’attivazione di macrofagi e del cosiddetto complemento o specifica con la produzione di anticorpi o T linfociti.

 
neurologia
respiratorio e orl
cardiovascolare
ginecologia
urinario
digerente
dermatologia
articolare
orecchio
genitale maschile
metabolismo
tiroide

Check-Up

...che dura una vita

l'antica scuola salernitanascuola sal.jpg (306430 byte)

e per il tuo

bambino

Mappa del sito

  

Search this site Cerca nel sito FreeFind