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la scuola medica salernitana

Da
la regola salernitana con introduzione di Michele Suozzi. Ed Newton
Compton
Una
medicina oltre la religione
La
medicina scientifica, come tutti sanno, ha circa un
secolo di vita; essa è in gran parte figlia da un lato della
fisica cartesiana, all'altro della chimica moderna che nacque per opera di
Boyle a metà del Seicento. Oggi assistiamo a un suggestivo «ritorno»
dell'antica medicina a fianco delle pratiche scientifiche proprie del
nostro mondo ad alta specializzazione tecnologica. Uno dei momenti
decisivi nel progresso della scienza medica va certamente attribuito alla
scuola medica salernitana, definita la madre di tutte le università. Le
prime notizie certe su di essa risalgono al principio del secolo IX anche
se il massimo splendore si ebbe nel corso del XII e XIII secolo.
Questa
scuola si basava non solo sull’insegnamento del greco Ippocrate, ma
anche sull’esperienza e gli insegnamenti della medicina araba ad opera
di Costantino l'Africano che ebbe il merito d’introdurre testi arabi
nella Scuola di Salerno..
Una delle novità più importanti di questa scuola
sta nel non accettare passivamente la malattia, nel pensare che oltre ad
avere cura dell'anima, occorra prendersi cura del corpo. “E' bene
guidare i sani”, affermava Ippocrate, e la Scuola Salernitana fa proprio
questo motto: non si arrende di fronte alla malattia, la combatte, la
cura, ma soprattutto cerca di prevenirla con strumenti medici precisi e
organizzati. Si oppone, inoltre, all'accettazione passiva della morte e
rifiuta la teoria secondo la quale è inutile curare il corpo quando la
vera salvezza non appartiene al mondo terrestre. |

la
cena
ex
magna coena
stomacho
fit maxima poena;
ut
sis nocte levis
sit
tibi coena brevis
(una grande cena
diventa per lo stomaco
una grandissima fatica;
per un buon
sonno...non mangiare a crepapelle...)
una
medicina psicosomatica e moderna
E' questo
un enorme balzo in avanti. I medici della Scuola Salernitana impostano la
loro medicina in maniera assolutamente scientifica, effettuando studi
anatomici del corpo umano (era pratica diffusa l'esame autoptico del
cadavere), cercando però anche di trovare opportune terapie in grado di
fronteggiare le malattie. Come abbiamo detto, un principio fondamentale
della Scuola Salernitana, che presenta un interesse attuale, è proprio
quello di proporre la tutela della salute, non solamente con il dovuto
approccio terapeutico e le cure del caso ma anche e soprattutto sotto
l'aspetto preventivo e profilattico. Di primaria importanza sono, quindi,
l'armonia psico-fisica e la dietetica come regola di vita: «A tutti
raccomando il rispettar la dieta, il loro serbando consueto vivere. La
dieta è poi, metà del medicar, e chi lei non apprezza, quando sano, mal
regge, e infermo poi non ben si cura». Questo è quanto consiglia la
regola salernitana, ponendo l'accento anche sul valore e sulla quantità
dei cibi o delle bevande (anche Feuerbach dichiarava: «l'uomo è quello
che mangia»), sulla loro distribuzione nei pasti e sulla suddivisione di
questi nel corso della giornata: tutte norme di vita atte a mantenere lo
stato di benessere dell'individuo e che conservano ancora oggi sulla base delle moderne acquisizioni della scienza e della alimentazione
una grande validità.
Troviamo
riaffermati questi principi, oggi, nella medicina psicosomatica che
ricalca, nei suoi concetti fondamentali, i dettami della Scuola
Salernitana:
«Si
vis incolumen, si vis te reddere sanu
curas
tolle graves, irasci crede prophanum.
Haec
tria: mens hilaris, requies, moderata diaeta».
(se
vuoi star bene, se vuoi essere sano cura i malanni, non adirarti... Tre
cose necessitano: mente allegra, riposo, una dieta moderata).
Sono
semplici consigli di igiene mentale che rappresentano la base della
medicina psicosomatica. |
le
prugne
infrigidant,
laxant
multum
prosunt tibi pruna
(rinfrescano, sono
lassative
fanno sempre bene)
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Al
capezzale del malato.
I
progressi nella chirurgia
Nella
storia della Scuola di Salerno un altro grande progresso si effettua con
la teorizzazione che i maestri dovessero «scendere dalla cattedra» per
avvicinarsi al letto del malato e discutere con gli allievi degli aspetti
clinici delle malattie e dei problemi del paziente. L'aver dato dignità
scientifica alla chirurgia medioevale è un altro dei grandi meriti di
questa scuola. E’ a Salerno , infatti, che esercitano quei chirurghi in
grado anche di operare il cranio e, probabilmente, a questi si devono le
prime suture di vasi sanguigni, effettuate con filo di seta. La chirurgia
medioevale nasce a Salerno ed è nella opera Practica chirurgiae di
Ruggero Frugardi, il primo grande chirurgo della Scuola Salernitana, che
troviamo preziosi consigli di tecnica chirurgica e suggerimenti per le
trapanazioni delle ossa craniche. Di rilievo, nell'opera di Frugardi, è
il consiglio di adoperare, nella terapia medica del gozzo, spugne ed alghe
(contenenti iodio in composizione organica). Sembra inoltre che, per
effettuare una rudimentale anestesia, ci si servisse di un anestetico di
origine presalernitana: la Spongia somnifera, citata anche nell'Antidotarium
di Niccolò Salernitano (xiv secolo) che conteneva ben centotrentanove
ricette mediche.
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i
fichi 
Scrofa,
tumor, glandes,
ficus
cataplasmati cedunt.
(la scrofola,
l'infiammazione, le ghiandole ingrossate
si sgonfiano con i
cataplasmi di fico)
una
medicina preventiva
Come si
vede, enorme è l'esperienza della Scuola Medica Salernitana ed è nel Flos
Medicinae Salerni, o nel Regimen Sanitatis Salemitanum, o nel Lilium
Medicinae che se ne raccolgono i precetti. Tale opera scritta in versi
(362 nell'edizione curata da Arnoldo di Villanova) divenne nel XIII secolo
il libro di igiene più noto. Il Regimen Sanitatis o Flos medicinae è un
trattato igienico profilattico, a carattere divulgativo, che espone una
serie di norme (da seguire quotidianamente) allo scopo di conservare lo
stato di benessere, di essere più longevi e di migliorare la efficienza
fisica. Esso individua una serie di elementi esterni all'organismo
(alimentazione, luoghi, fattori climatici, attività fisica, bagno) che
andavano controllati e regolati affinché non turbassero lo stato di
salute dell'individuo ma anzi lo migliorassero. Nella parte dedicata ai
cibi e alle bevande gli alimenti venivano suddivisi, in base alla loro
maggiore o minore digeribilità in: verdure; frutta; carni. |
le
nespole 
Multiplicant
mictum
ventrem
dant escula strictum.
Escula
dura bona
sed
mollia sunt meliora
(le nespole attivano
la diuresi e combattono la diarrea.
Sono buone dure, ma
meglio se sono morbide)
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Il
prontuario medico per la casa.
Le
erbe medicinali.
L'opera
è essenzialmente un prontuario che si richiama ai precetti igienici,
diagnostici e terapeutici della scuola. Emerge, inoltre, da questo
trattato lo stretto connubio esistente tra l'uso delle erbe medicinali e
l'alimentazione. A Salerno, era importante la ricerca di farmaci basati
sulle virtù curative delle erbe, sul cui uso terapeutico vengono date
informazioni e indicazioni esaurienti. Vale la pena sottolineare che
numerose erbe usate dalla Scuola Salernitana hanno oggi dimostrato la loro
efficacia; ad esempio l'Issopo: «Purga l'isopo dalle flemme il petto»,
così diceva la scuola, e oggi si è dimostrato che questa pianta è utile
nelle bronchiti e nelle affezioni respiratorie. E anche la Ruta: «che
giova agli occhi, e fa la vista acuta ... » ha mostrato, in base a
moderni studi, una quota di flavonoici e antociani, che hanno proprietà
vasoprotettrici e normalizzanti la permeabilità dei vasi sanguigni. Gli
antocianosidi possono influenzare vantaggiosamente la microcircolazione
oculare, favorendo un maggiore adattamento dell'occhio alla visione
notturna.
Per
quanto riguarda la cura delle affezioni reumatiche, prescrivevano le
famose Pillulae Artheticae che nella loro composizione comprendevano
Hermodattilo, una pianta che alcuni ricercatori avrebbero individuato nel
Colchico Autumnale ricca di colchicina, sostanza alcaloidea ad azione
antinfiammatoria (particolarmente indicata nella terapia della gotta).
Anche altri consigli conservano una loro attualità, come quella di
fuggire le abitazioni maleodoranti; di umidificare l'aria della stanza
quando si hanno particolari malattie; di avvolgere sostanze terapeutiche
di sapore sgradevole in foglie di lattuga per renderne più gradevoli il
sapore; di somministrare i farmaci per via perlinguale. |

la
buona regola...
defecatio
matutina
bona
tanquam medicina
defecatio
meridiana
neque
bona neque sana
essere
medico a Salerno
Non
era facile divenire medico a Salerno: bisogna dapprima studiare logica per
tre anni, quindi frequentare cinque anni di scuola medica non solo con lo
studio dei classici di medicina greca, ma svolgendo esercitazioni pratiche
quali dissezionare un cadavere, riconoscendone e studiandone gli organi.
Alla fine dei cinque anni si sosteneva un esame sia con il maestro del
corso che con un collegio di maestri. Se l'esame veniva superato si
riceveva un attestato, con il quale ci si
presentava al re per ottenerne la licenza ad esercitare la
medicina. Ma neanche questo era sufficiente.. L'esercizio della medicina
veniva effettuato solo dopo avere fatto esperienza per un anno presso un
medico anziano. Come si vede, un ordinamento severissimo che per alcuni
aspetti precorreva gli attuali orientamenti legislativi. Una notevole
importanza in questo senso, si attribuisce al Liber Augustialis
dell'imperatore Federico II (1191-1250) che nel titolo giuridico 45
stabiliva che per salvaguardare la salute del popolo, le attività
professionali sanitarie fossero espletate esclusivamente da medici
qualificati e controllati dalla scuola. |
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