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Sito segnalato da cercasalute.it

l'epatite virale


 

Che cos'è l'epatite virale

L'epatite virale è un'infiammazione di tipo infettivo delle cellule epatiche ad opera di una tipica categoria

di virus che la moderna medicina indica con alcune lettere dell'alfabeto. Ognuna di esse ha

caratteristiche, progresso e prognosi particolari.

Non sempre è presente l'ittero (colorazione di giallo del volto e delle sclere) dovuto alla deposizione della bilirubina nei tessuti, in seguito al danno delle cellule epatiche.

Neanche i segni della colorazione delle urine a birra scura (bilirubinuria) e le feci chiare o ipocromiche (mancanza di stercobilina) sono sempre presenti.

Il segno comune è tuttavia l'aumento delle transaminasi epatiche ALT e AST, vere sentinelle del fegato.

Va tuttavia determinato anche il livello di due altri enzimi come il gGT e il LDH.

La bilirubinemia totale e parziale va sempre valutata.

Va alla pagina delle analisi del sangue.

 


 

 

l'epatite virale A

E' dovuta al virus A dell'epatite, un RNA virus. Solo durante la fase acuta è riscontrabile il suo antigene HAAg

nel siero, nelle feci e nel fegato.

I sintomi sono l'ittero  l'astenia e la febbricola.

Nell'analisi del sangue le transaminasi epatiche  AST e ALT hanno un valore molto alto.

Si prescrivono degli antivirali ma in genere il decorso è spontaneo e benigno.

Gli anticorpi HAAb IgM appaiono molto precocemente ma scompaiono nel giro di poche settimane. Invece gli anticorpi HAAb IgG restano nel sangue per tutta la vita a testimoniare la immunità acquisita nei confronti di successive infezioni.

Per le epatiti virali A, a differenza delle altre, non esiste lo stato di portatore cronico.

Le epatiti A non esitano in epatiti croniche e quindi in cirrosi.

 


 

l'epatite virale B

E' l'epatite dovuta all'infezione del virus B, un DNA virus che si replica all'interno del nucleo delle cellule epatiche. Molte volte procede in forma sub clinica, con sintomi molto ridotti. Come il colore giallo del volto e delle sclere detto ittero, la febbricola, l'astenia. Altre volte decorre addirittura in forma assolutamente asintomatica ed è il caso più insidioso. Il vero allarme del danno in corso si ha nella lettura delle transaminasi epatiche che risultano molto aumentate.

E' il momento di cercare i marcatori dell'epatite virale B.

 

 i markers dell'epatite virale B

 

Ogni agente estraneo, come un virus un germe batterico un protozoo etc. che tenta di introdursi o per lo meno di insidiare il nostro organismo usa una sua caratteristica specifica che si chiama antigene (Ag). L'antigene può essere collocato sulla parete esterna dell'agente o su un sito più interno, ove presiede alla sua replicazione. A sua volta, l'organismo reagisce all'attacco mediante una proteina, prodotta dalle cellule bianche, chiamata anticorpo (Ab) o immunoglobuline (Ig). Ambedue, secondo tempi e scadenze caratteristici, permangono all'interno del torrente circolatorio tanto da poter essere individuati con sufficiente affidabilità da parte dell'analista. L'epatite virale di tipo B ha visto di recente una sempre più sofisticata ricerca che con buona precisione attesta l'avvenuta infezione, la conseguente reazione e la permanenza del rischio o anche la buona difesa dopo la vaccinazione. Qualora le transaminasi epatiche si rivelassero alterate in eccesso, è dovere del medico prescrivere i markers dell'epatite B, allo scopo di formulare la precisa diagnosi e dettare la terapia.

IL SIGNIFICATO DEI MARKERS PER L’EPATITE B

Antigeni (Ag)                                  Anticorpi (Ab)                          Diagnosi                     

HBsAg 

HBeAg

HBDNA

HBcAg

HBcAb

HBcAb       

HBsAb 

HBeAb 

 

IgM

IgG

+

 

Incubazione o epatite in atto ma anche portatore cronico sano a seconda delle transaminasi

+

+

 

Incubazione. Alta infettività

+

+

+

 

Fase acuta iniziale. Alta infettività

+

+

 

+

Infezione recente. Possibile contagiosità

+

+

 

+

 

Portatore cronico. Alta contagiosità

+

  +

+

Portatore cronico. Bassa contagiosità

  +

+

+

Immunità da infezione recente. Convalescenza. Non contagiante

  +

+

Immunità da infezione lontana. Non contagiante

 

+

Guarigione completa  oppure Immunità  da infezione lontanissima  o da vaccino o immunizzazione senza infezione

   

+

+

 

Grave danno epatico. Replicazione negli epatociti..

+

 

+

Grave danno epatico se con transaminasi elevate. Replicazione negli epatociti.

 

Legenda.

HBsAg (l’antigene di superficie) è il primo marker a comparire. Precede sia la comparsa delle transaminasi sia la sintomatologia. E’ sempre un segnale di allarme. Scompare 1-2 mesi dopo la comparsa dell’ittero, ma a volte dura anche 6 mesi. Appena scompare si fa presente l’anticorpo HBsAb come segnale positivo.

HBeAg è la proteina solubile componente interna del nucleocapside. Compare precocemente ed è segno di intensa replicazione virale. Quest’antigene scompare generalmente alcuni giorni dopo il picco delle transaminasi (ma comunque prima che scompaia HBsAg) lasciando il posto ai relativi anticorpi HBeAb. La persistenza dell’antigene HBeAg è dunque segno prognostico negativo e di alta infettività del paziente. Nelle donne in gravidanza la presenza dell’antigene HbeAg rapppresenta un segno di quasi certa trasmissione al neonato.

Nell’anticorpo HBcAb del core è importante distinguere le IgM che compaiono per prime e che se persistono sono segno infausto, dalle IgG che invece denotano una più bassa contagiosità nel portatore. L’HBeAb unito alle transaminasi elevate (segno di intensa citolisi) a volte si unisce alla presenza dell’HB DNA nel siero, segno di replicazione virale all’interno degli epatociti.

Il grave danno epatico è infatti legato soprattutto alla presenza dell’HB DNA nel siero, che prelude ad uno stato di grave insufficienza epatica con riferimento alla cronicità. Sarà l’analisi istologica a determinare l’attività o la sola persistenza del quadro.

 


 

l'epatite virale C

Solo nel 1989 fu identificato il virus C dell'epatite detto HCV. E' un virus RNA e di esso non è possibile identificare antigeni ma solo gli anticorpi specifici che l'organismo ha prodotto dietro la sua azione. I sintomi sono ancora più subdoli della epatite virale B, poiché per il 75% dei casi la C è anitterica cioè senza alcuna colorazione giallastra del viso e delle sclere. Le stesse transaminasi nel sangue hanno un valore oscillante nel tempo. La progressione della malattia è comunque molto lenta e dal contagio (sempre e solo per contatto parenterale cioè da sangue a sangue, possono decorrere anche 20 anni prima che si manifesti la cirrosi epatica o addirittura il carcinoma.

come si fa diagnosi dell'epatite C

Spesso è soltanto un'analisi del sangue di routine che rivela le transaminasi epatiche AST e ALT molto alte a mettere in sospetto il medico.

Si ripetono gli esami aggiungendo i marcatori che in questo caso sono soltanto gli anticorpi. In particolare:

gli anticorpi anti HCV. Qualora fossero positivi non significa che necessariamente si sia ammalati di epatite C ma che il nostro sistema immunitario abbia avuto un contatto con l'antigene specifico del virus e che abbia reagito creando l'anticorpo specifico.

Si ripetono gli esami cercando l'altro anticorpo HCV RNA QUALITATIVO. In caso di positività è certo che si sia affetti da epatite C.

E' allora che bisogna recarsi in un Centro di Malattie Infettive con Reparto specialistico.

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